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Basta con Report!

Basta! Report mi fa male. Ogni domenica sera spengo la tv, dopo aver visto le inchieste di Gabbanelli & C., con una sensazione di soffocamento, peggio che se avessi mangiato abbacchio con contorno di peperoni. Ieri i giornalisti di Report ci hanno mostrato il nuovo sacco di Roma, le colate di cemento di oggi e quelle che verranno domani.

Aree archeologiche devastate, nuovi ghetti periferici senza collegamenti stradali e servizi. Il tutto con il consenso esplicito della giunta Weltroni appena sconfitta dagli elettori della capitale. Palazzoni senz’anima architettonica, brutti, costruiti già vecchi, come negli anni settanta.

La strategia urbanistica è affidata ai privati, che decidono dove, come e quando costruire. E poi il confronto con Parigi e Madrid, dove avviene il contrario. Lì sono le amministrazioni pubbliche a imporre le scelte. Prima fanno le strade, i collegamenti ferroviari, le infrastrutture, i servizi e dopo, soltanto dopo, le case.

Che c’entra tutto questo con il mio blog? C’entra, perchè allo scempio si aggiunge l’insipienza tecnologica. Palazzoni e quartieri costruiti oggi non tengono conto dei criteri di base della bio-architettura e dell’eco-sostenibilità. Dove sono pannelli e pareti fotovoltaici? E i sistemi idrici per captare e convogliare le acque piovane da utilizzare per gli usi non alimentari (sciacquoni, irrigazione dei giardini, eccetera)? Nulla, solo cemento, difficile da raffreddare d’estate e riscaldare d’inverno. Una follia, urbanistica, energetica, ambientale. Quanto all’abusivismo, l’ex assessore all’urbanistica, promosso deputato, ha mai sentito parlare di aerofotogrammetria e ricognizioni satellitari?

Con buona pace di Jeremy Rifkin, che continua la sua battaglia per imporre all’edilizia il concetto delle reti telematiche. Dice Rifkin che negli Usa ormai “le case vengono progettate sì per essere abitate, ma anche come vere e proprie centrali elettriche.

E aggiunge: “Lasciatemi spiegare il concetto attraverso un’analogia. Se venticinque anni fa, nel fiore degli anni di sviluppo delle reti televisive centralizzate, avessi detto che in meno di una generazione saremmo stati in grado di tenere un piccolo computer a buon mercato nel palmo di una mano e saremmo stati in grado di inviare i nostri video, audio e testi a miliardi di altre persone in pochi secondi, con una potenza maggiore di quella dei grandi giganti del mondo dei media, sareste rimasti increduli. Eppure è esattamente quello che è accaduto. Ciò che dobbiamo immaginare da qui a 25 anni sono milioni di edifici – case, uffici, centri commerciali, parchi industriali e tecnologici – costruiti per servire sia da ‘centrali elettriche’ che da habitat“.

Accidenti a Report! Spero che al posto di questa eversiva trasmissione mettano al più presto un nuovo, consolatorio, Reality.

Io, purtroppo, sono masochista. Continuerò a farmi del male. Sto andando a comprare il nuovo libro di Stella e Rizzo.

 


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da Pino Bruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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