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Il cielo sopra Pechino è bianco sporco (terza parte)

Si parla delle imminenti Olimpiadi e si pensa alla qualità dell’aria a Pechino. Ne ho parlato in alcuni post precedenti, al mio rientro dalla Cina. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha inviato nella capitale un team di studiosi, che collaborerà sul campo con gli scienzati cinesi. Lo guida il direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia-CNR), prof. Ivo Allegrini. “I dati mostrano che le concentrazioni, in particolare quelle delle polveri sottili sono relativamente elevate, ma gli ordini di grandezza non sono così dissimili da quelli che qualche anno fa si avevano nelle grandi città dell’Italia settentrionale”, mi ha detto Allegrini in una breve intervista.

Qual è l’approccio della missione di ILIA-CNR a Pechino?

 “Gli obiettivi di qualità dell’aria della municipalità di Pechino in occasione dei Giochi Olimpici possono essere condensati in un indice di qualità dell’aria che viene calcolato sulla base della concentrazione dei principali inquinanti. Il limite di questo indice è stato fissato a 100. Nel corso del mese di luglio quasi tutte le misure hanno mostrato valori più bassi di questo limite. Ciò è dovuto non soltanto ai provvedimenti di limitazione delle emissioni sul traffico e sulle industrie, ma anche ad una situazione meteorologica non particolarmente sfavorevole“.

Parliamo della situazione in questi ultimi giorni…

Nell’ultima settimana si è avuta una avvezione di masse d’aria meridionali molto calde e cariche di umidità. Ciò provoca un disagio notevole sui cittadini e si trasforma anche in fenomeni meteorologici rilevanti. L’elevata umidità, ad esempio, che si trasforma in nebbia nelle ore più fredde della giornata, ossia al mattino. Inoltre queste masse d’aria ad elevata temperatura provocano inversioni in quota che non favoriscono il rimescolamento dell’atmosfera e quindi la diluizione degli inquinanti.

 Tale situazione meteorologica è stata predominante per circa quattro giorni e attualmente sta per essere sostituita da una perturbazione che causerà, oltre alla pioggia, anche una rotazione dei venti dai quadranti settentrionali apportando così delle masse d’aria più fresche, meno umide, che certamente favoriranno la diluizione la dispersione degli inquinanti.

 Le caratteristiche di inquinamento atmosferico sulla città di Pechino sono fortemente dipendenti dalla situazione meteorologica. Quella attuale comunque presenta elementi di estrema negatività solo per pochi giorni. Inoltre, la presenza di nebbia e umidità ed elevata temperatura sono causa di un disagio che le notizie di inquinamento non fanno altro che aggravare.

 I dati mostrano che le concentrazioni, in particolare quelle delle polveri sottili sono relativamente elevate, ma gli ordini di grandezza non sono così dissimili da quelli che qualche anno fa si avevano nelle grandi città dell’Italia settentrionale“.

E dopo le Olimpiadi?

 “Il cammino della città di Pechino e di molte altre città cinesi verso una qualità dell’aria rispettosa dei valori guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità appare essere ancora molto lungo, ma la velocità con la quale la Cina ha reagito alle intense emissioni di inquinanti causate dal suo rapido sviluppo economico sociale, lascia ben sperare che tale obiettivo sarà raggiunto in un tempo adeguatamente breve”.

 


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da Pino Bruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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