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Dante De Angelis: un eroe “normale” (seconda parte)

Una petizione online per il reintegro del macchinista Dante De Angelis, licenziato dopo essere intervenuto sulla vicenda degli Eurostar spezzati, è stata organizzata dall’organizzazione ‘Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza’ .
Il testo della petizione chiede “il reintegro immediato del macchinista e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza De Angelis, che ha solo ricordato che lo spezzamento degli Eurostar a Milano il 14 e il 22 luglio scorsi, sono stati incidenti molto pericolosi, e un campanello d’allarme, che pone con forza all`attenzione di tutti la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sugli Etr”. Non bisogna dimenticare- prosegue il testo della petizione – che anche l’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti, ‘ammise’ in qualche maniera la questione, in un comunicato Fs”. 

I Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Marco Bazzoni, Andrea Coppini e Mauro Marchi invitano chi vuole aderire all’iniziativa a sottoscrivere il testo e ad inviare la mail con nome, cognome, azienda e qualifica all’indirizzo [email protected].


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da Pino Bruno

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  • Saverio Massari

    Ora scrivo all'indirizzo indicato e aderisco alla petizione, ma che tristezza non trovare nessun commento dopo tanti giorni – l'importanza di questo episodio è stata sottovalutata da molti, forse da tutti. C'è di tutto: dall'ebrezza del potere alla paura del giudizio pubblico, unita, questa, alla convinzione – in chi ha proposto il licenziamento – di essere a un passo da una specie di vittoria finale, una situazione in cui chi governa un'azienda così grande e complessa (e pubblica) può disfarsi di chi gli sta antipatico senza che nessuno gli fermi la mano. Che cosa è accaduto al vertice di Trenitalia? Perché l'idelologia del marketing dei servizi ha sopraffatto l'etica della responsabilità? Quale disgraziato manualetto hanno comprato all'edicola della stazione quei dirigenti? Ché di questo si tratta: qualche dirigente un po' esaltato, convinto che la nuova missione di tutto il personale ferroviario sia di vendere il servizio – come se non fossimo abbastanza assetati del servizio ferroviario decente che invece manca – si è infastidito dell'atteggiamento di un lavoratore ispirato più da contenuti professionali e di mestiere che dal prono orientamento a vendere o propagandare il prodotto. Perché siamo arrivati a questo?

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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