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Il cielo sopra Pechino è bianco sporco (quarta parte)

Da Pechino con timore. Primo rapporto del team dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Iia-Cnr) che, per conto della municipalità di Pechino, sta compiendo il monitoraggio atmosferico in occasione dei Giochi Olimpici di Beijing 2008. Dalla capitale cinese, il direttore Ivo Allegrini fa sapere i giochi si aprono in una situazione meteorologica tipica dell’agosto pechinese. Temperature medio-alte intorno a 32 °C con elevata umidità ( 70-80 per cento). Temperatura percepita di  oltre 40°C.

 “Temperature ed umidità elevate  – dice il prof. Allegrini – sono dovute a correnti meridionali che causano, nelle ore più fredde della giornata, fenomeni di foschia e nebbia. Le correnti calde stabiliscono anche inversioni termiche a quote medio-basse, aumentando così i livelli di inquinamento“.

 “Le concentrazioni di particolato fine corrispondono ad un indice di inquinamento atmosferico-API (Air Pollution Index) di circa 80-90 e a concentrazioni di polvere di poco superiori ai 100 mg/m3. L’inquinamento da ozono si mantiene al di sotto dei valori di attenzione di 160 mg/m3“.

Per quanto riguarda le previsioni, vi è un rischio costante di deboli piogge. “La situazione meteorologica appare stabile oppure in lenta evoluzione, per cui nei primissimi giorni essa non dovrebbe cambiare in modo sostanziale“, precisa Allegrini. “In questa situazione rientra anche la stabilità delle condizioni di inquinamento, che rimarranno su livelli medi almeno fino al 10-11 agosto, quando ci si aspetta l’arrivo di una perturbazione che, pur non provocando grossi problemi, certamente porterà ad un miglioramento complessivo della qualità dell’aria. Dunque, almeno dai nostri dati e dall’analisi delle previsioni, i primi giorni delle Olimpiadi non saranno proprio così verdi come auspicato, ma nemmeno così nere“.

La lotta all’inquinamento a Pechino segna un momento fondamentale per tutta l’Asia, ove tra due anni si celebreranno i prossimi EXPO (Shanghai), i giochi del Commonwealth (New Delhi) e i giochi dell’Asia (Guangzhou). “Tutte le città interessate guardano a Pechino come punto di riferimento per la gestione dell’ambiente atmosferico“, commenta il ricercatore del Cnr.

 “Queste Olimpiadi segnano la partenza di una ‘corsa’ che non era compresa tra le specialità olimpiche: quella al miglioramento della qualità dell’aria”, conclude Allegrini. “A vantaggio non solo delle centinaia di migliaia di ospiti in questo periodo, ma soprattutto delle decine di milioni di persone che risiedono nell’area di Pechino e delle centinaia di milioni di abitanti della regione asiatica che beneficeranno nei prossimi anni di un ambiente più sostenibile“.

 


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da Pino Bruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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