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Una class action per il teatro Petruzzelli di Bari (seconda parte)

Calato il sipario sull’inaugurazione del 6 dicembre e sulle manifestazioni folk-politiche collaterali, torna l’attenzione sulle uniche iniziative serie proposte per sciogliere il nodo della proprietà del teatro Petruzzelli di Bari. Alla class action lanciata dagli avvocati Luigi Paccione, Alessio Carlucci e Nicola Favia si aggiunge l’annunciato esposto alla Corte dei Conti da parte del deputato del Partito Democratico Francesco Boccia.

Ecco qui la notizia, di qualche giorno fa:

Una ”pressante richiesta” a ”non abbandonare la strada dell’esproprio per pubblica utilita’ per via ordinaria con equo indennizzo” del teatro Petruzzelli di Bari e’ rivolta al ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, dal deputato del Pd Francesco Boccia a circa un mese dalla data di inaugurazione del teatro, prevista per il 6 dicembre. Nella missiva inviata al ministro, Boccia ricorda che la Corte costituzionale ha annullato l’esproprio del teatro solo perche’ ”ordinato attraverso un decreto d’urgenza”. Inoltre annuncia di aver intenzione di ”informare dettagliatamente la Corte dei Conti e l’Avvocatura dello Stato nel caso venissero confermate le affermazioni riportate sulla stampa e a lei attribuite secondo le quali si arriverebbe a una sorta di sanatoria con provvedimento legislativo”. ”Il che – prosegue – equivarrebbe a regalare un bene totalmente ricostruito con soldi dei contribuenti, oltre 50 milioni di euro, a privati (i Messeni Nemagna, ndr) che non hanno mai investito un euro di risorse proprie per ricostruire un bene di loro proprieta’ del quale, probabilmente, avevano gia’ perso il possesso non avendo adempiuto alla clausola contrattuale che vincolava la concessione del suolo da parte del Comune alla ricostruzione dell’immobile entro tre anni dall’eventuale distruzione”. (fonte: Ansa)


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da Pino Bruno

  • cosimo carrassi

    ma siete sicuri che gli eredi del teatro sono i messeni

  • simonetta rubino

    son d'accordo con Gino: perchè la procura presso la Corte dei Conti è rimasta silente? perchè l'interesse sul petruzzelli da parte dei miei concittadini si desta solo in vista di eventi e manifestazioni mondane?
    il mio entusiasmo rinasce dopo anni di vergognoso silenzio col quale ho purtroppo non risposto a quanti – non baresi – con sconcerto mi chiedevano come mai la quaestio petruzzelli non trovasse soluzione. si destino dunque anche i miei concittadini. la proposta della class action di gino è la giusta occasione per reagire. spero solo che resti un'iniziativa legale e che non si faccia intralciare da valutazioni ed altrettante iniziative politiche che, in quanto tali, come insegna quanto sino ad oggi è accaduto, perdano di vista il puro e rispettabile interesse (che poi è un dirittto) dei cittadini baresi. dunque concordo e aderisco.

  • SE LA RIVENDICAZIONE DEI PROPRIETARI FOSSE GIUSTA , ED IO NON CREDO, SI CREEREBBE UN PRECEDENTE PER QUANTI, COME I TERREMOTATI, RECLAMEREBBERO CASE NUOVE GRATIS. MENTRE A ME RISULTA CHE LO STATO IN OCCASIONE DI QUESTI EVENTI ECCEZIONALI "CONTRIBUISCE" ALLA RICOSTRUZIONE.PERTANTO SUL CONTRIBUTO SAREI D'ACCORDO. MA VISTO CHE "I PROPRIETARI" TRA VIRGOLETTE NON HANNO MESSO SUL PIATTO NEANCHE UN CENTESIMO, EBBENE CHE IL TEATRO RICOSTRUITO VADA ALLA CITTAZINANZA.

  • CERTO E' ASSURDO PENSARE CHE DOPO UN ESBORSO TALE DA PARTE DELLO STATO GLI EREDI DICANO CHE IL TEATRO E' ANCORA DI LORO PROPRIETA' A MENO CHE SONO DISPOSTI A RESTITUIRE LA SOMMA ALLO STATO COME FOSSE STATO UN PRESTITO.

  • Pingback: Una class action per il teatro Petruzzelli di Bari (terza parte)()

  • nicola roberto

    concordo e aderisco

  • @luigi

    se Boccia c'è, batta un colpo

  • luigi paccione

    Caro Pino, la class action procedimentale da noi promossa sostiene la tesi che la proprietà del nuovo Teatro è già oggi della Città di Bari, senza alcun bisogno di un nuovo provvedimento di espropriazione per pubblica utilità.
    Ciò in quanto, a nostro avviso, i Messeni Nemagna, eredi Petruzzelli di seconda e terza generazione, sono longe et ultra decaduti da ogni diritto sul Teatro.
    L'intervento odierno di Alfredo de Marco, che segnala dichiarazioni confessorie degli eredi in sede di denuncia di successione, corrobora tale convincimento e inserisce un'ulteriore nota inquietante nello scenario della vicenda, connotato da comportamenti del potere politico locale a dir poco nocivi dell'interesse generale dei contribuenti.
    La tesi di Francesco Boccia è a mio avviso errata, in quanto si incentra sulla pretesa opportunità di avviare una nuova procedura di espropriazione dell'immobile Teatro, con ulteriori oneri a carico della collettività e a favore degli eredi Petruzzelli.
    Quanto, infine, alla preannunciata denuncia (sempre di Boccia) alla Corte dei Conti, consiglierei al parlamentare di cominciare ad interrogarsi sul perchè la Procura di quell'organo giurisdizionale ad oggi non è intervenuta nella vicenda e sul perchè è stata necessaria la presa di posizione di tre avvocati baresi (artefici della class action) per aprire finalmente il problema della tutela dei contribuenti e dell'erario pubblico.

  • Paradossale è anche la superficialità e la mancanza di professionalità (non solo giuridica) che ha portato il governo precedente a decidere un esproprio "d'urgenza". Urgenza (dopo tanti anni!) che la Corte Costituzionale non ha ritenuto tale. Errori politici e legali che paghiamo noi cittadini.

  • ALFREDO DE MARCO

    PARADOSSO E' CHE NEL 1936 PARE CHE GLI EREDI MESSENI NEMAGNA, IN OCCASIONE DELLA DENUNCIA DI SUCCESSIONE DEL LORO DANTE CAUSA, ABBIANO DICHIARATO DI NON ESSERE PROPRIETARI DEL TEATRO MA SEMPLICI CONCESSIONARI DEL DIRITTO DI SUPERFICIE .

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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