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Da Microsoft un computer à la carte

Un computer a geometria variabile, predisposto per offrire servizi e software à la carte, in base alle esigenze dell’utente. Microsoft pensa a una macchina del genere, per il prossimo futuro e così, il giorno di Natale, ha ottenuto il brevetto numero 20080319910 dall’United States Patent and Trademark Office (USPTO), l’Ufficio americano per la proprietà intellettuale. Il brevetto ha per titolo: Metered Pay-As-You-Go Computing Experience, cioè paga per l’uso che devi farne.

Il progetto è firmato da  Duffus; James S.; (Seattle, WA) ; Steeb; Curt Andrew; (Redmond, WA) ; Phillips; Thomas G.; (Bellevue, WA) ; Carpenter; Todd L.; (Monroe, WA) ; Hall; Martin H.; (Sammamish, WA) ; Lopez-Barquilla; Ricardo; (Redmond, WA) ; Tandog; Judy; (Seattle, WA) ; Aldrich; Katie Ann; (Bothell, WA) ; Makoski; Daniel; (Redmond, WA) ; Foster; David James; (Bellevue, WA) ; Johnson; Krista L.; (Newcastle, WA).

Microsoft immagina un personal computer i cui i componenti – processore, memoria, scheda grafica, eccetera – potrebbero proporre livelli di prestazione regolabile. Tutto dipenderà da quanto l’utente potrà e vorrà pagare. Stesso discorso per software e servizi in rete. Facendo uno sforzo di immaginazione, quando tireremo fuori dalla scatola in nostro nuovo PC e lo accenderemo, dovremo flaggare, spuntare, le prestazioni desiderate, così come si fa con il bancomat o con una fotocopiatrice pubblica a gettoni.

La casa di Redmond ritiene che questa sia una delle soluzioni possibili per far fronte al calo del potere di acquisto causato dalla crisi mondiale. Il discorso è più o meno questo. Oggi l’utente medio compra computer dotati di componenti e software in grado di svolgere funzioni molto potenti che però sfrutta solo in parte o per compiere operazioni sporadiche. Spesso si usa il PC soltanto per scrivere o navigare e si sfrutta la potenza massima della macchina soltanto in alcune circostanze. Ecco allora il PC à la carte. Si compra quel che serve al momento (o ci si abbona al servizio per periodi limitati).

Il progetto mi lascia perplesso, perchè sulla lunga distanza si rischia di pagare un costo superiore a quello  di una macchina potente, ma si deve pensare alle grandi utenze, alle aziende che comprano migliaia di computer per i propri dipendenti che, semmai, devono usare solo Word ed Excel.

Già in passato Microsoft aveva proposto progetti analoghi. Ad esempio il FlexGo, per i paesi emergenti. Sul mercato delle imprese, poi, Microsoft già vende le sue licenze software sulla modalità di abbonamento, in base a contratti di uno o più anni. Il problema sarà il gradimento del  pubblico e poi bisognerà vedere se a Redmond pensano davvero di sfruttare il brevetto 20080319910.

Pubblicato da Pino Bruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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