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Google vuole frenare l’esodo delle sue teste pensanti

Sul Wall Street Journal Scott Morrison scrive che Google si affida alla matematica per tentare di frenare l’esodo delle sue teste pensanti. E’ stato elaborato un algoritmo che passa in rassegna stipendi e promozioni dei ventimila dipendenti del gruppo, per individuare i “soggetti a rischio-fuga”.

 

Il capo del personale di Google, Laszlo Bock, ha detto al quotidiano economico che la formula matematica, ancora in fase di test, ha permesso di selezionare quadri e dirigenti che pensavano di essere sottoutilizzati, la motivazione più forte per essere allettati a cambiare azienda.

Google ha deciso di correre ai ripari dopo le dimissioni di Tim Armstrong, un vicepresidente passato a dirigere AOL, David Rosenblatt, responsabile della pubblicità, e Sukhinder Singh Cassidy, capo della divisione Asia-Pacifico-America Latina.

 Ve l’immaginate una grande azienda italiana che faccia la stessa cosa?


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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