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Comunisti!

Un vizietto si aggira per il mondo. Censurare chi non la pensa come chi è al governo. Alla Cina il gioco risulta facile. Hanno decenni di consuetudine. Comunisti, direte voi. Già, ma il vizietto si espande più dell’influenza suina. A quale recentissimo DDL vi fa pensare questa notizia che arriva da Pechino?

Il Partito Comunista Cinese (Pcc) ha vietato ai mezzi di comunicazione di massa di diffondere opinioni critiche sull’imposizione a tutti i costruttori di personal computer di un nuovo software che blocca i siti web sgraditi al governo. Rebecca MacKinnon, una esperta di Internet in Cina, ha pubblicato sul suo blog il testo della direttiva diffusa dal dipartimento per la propaganda del Partito. 

Ai mezzi d’informazione, afferma la direttiva, viene ordinato di “concentrarsi sui commenti favorevoli” all’imposizione del software “seguendo lo spirito degli ordini dei compagni dirigenti del comitato centrale”. La direttiva aggiunge che possono essere organizzati “gruppi di esperti per discutere con i genitori” ma che “non devono essere pubblicati interventi critici o dubbiosi”.

I siti web ed i giornali sono stati sommersi nei giorni scorsi dalle lettere di internauti che protestavano contro l’imposizione del software, chiamato Green Dam Youth Escort. Il governo di Pechino ha giustificato la decisione con la necessita’ di proteggere i giovani dai siti pornografici.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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