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Google Books nel mirino dell’antitrust USA ma la Spagna è pronta ad aderire

google_booksEric Schmidt, amministratore delegato di Google e consigliere personale del presidente USA, ha incassato il colpo con eleganza, almeno in pubblico. A proposito dell’inchiesta avviata dal ministero della Giustizia su Google Books, ha detto al Wall Street Journal che “viste le nostre dimensioni e l’impatto che abbiamo, ci aspettiamo di essere sottoposti a ispezioni. Ce lo aspettiamo quale che sia il governo. Non sto dicendo che sia una cosa che ci piace o ci irrita, ma e’ cosi”‘.

Schmidt è stato uno degli artefici della vittoria elettorale di Obama. Nonostante ciò, l’amministrazione Obama ha avviato un’indagine sull’ accordo tra il colosso del web, vari editori e l’associazione degli scrittori, per capire se i piani di Google di trasferire milioni di libri online alla portata di tutti non rappresentino una gigantesca violazione delle leggi sul copyright.

Il governo – racconta il corrispondente dell’Ansa Marco Bardazzi – ha avviato la raccolta di documentazione sugli accordi dello scorso anno tra Google e il mondo editoriale. L’amministrazione Obama per il momento non commenta sugli obiettivi dell’indagine, ma il Wall Street Journal, nel rivelare l’iniziativa del ministero, la colloca in uno scenario di prese di posizione della Casa Bianca che mirano a intensificare l’attivita’ antitrust.

Google ha cominciato a scannerizzare libri su larga scala nel 2004 e un anno dopo e’ stata denunciata dall’organizzazione degli autori, che l’accusava di violazione delle leggi sul copyright. Lo scorso anno, Google ha raggiunto un accordo con loro versando 125 milioni di dollari per chiudere l’azione giudiziaria e soprattutto promettendo di creare un registro degli autori che permetta loro di venir pagati quando i loro libri finiscono online.

Molti editori pero’ hanno storto il naso, perche’ il colosso del web finira’ con l’avere il controllo su milioni di titoli e su un numero enorme di opere non tutelate dal diritto d’autore. E ora e’ scesa in campo anche l’amministrazione Obama, che vuol far luce sulle condizioni dell’accordo e ha contattato Google, autori ed editori coinvolti avviando su di loro le procedure del cosiddetto Cid (civil investigative demands), una tappa iniziale che puo’ portare alla decisione di ordinare uno stop. 

Se l’amministrazione Obama si mostra arcigna, dall’altra parte dell’oceano c’è la Spagna a tendere una mano a Google. Proprio oggi la direttrice della biblioteca nazionale spagnola, Milagros del Corral,  ha stretto un accordo con Google per fare in modo che il motore di ricerca indicizzi, all’interno della sezione appropriata, una parte del contenuto dei volumi messi a disposizione dalla stessa biblioteca.

 Il patto stabilisce che la visualizzazione delle restanti parti delle pubblicazioni avvenga tramite un collegamento automatico alla pagina web della biblioteca nazionale spagnola. La previsione è che, per il 2010, siano consultabili online circa duecentomila opere, per un totale di 25 milioni di pagine digitalizzate.

Unione Europea in ordine sparso, come al solito? Dal un lato la Commissione UE fa l’occhiolino a Google, dall’altro spende soldi nel progetto Europeana, che finora non ha convinto molto. Anzi.

La scelta dell’istituto spagnolo incrina il piano di lavoro a cui avevano dato il proprio appoggio altre diciassette biblioteche nazionali, tra cui anche quella italiana. C’è poi la Germania ad insinuare il dubbio che il progetto di Google possa violare la legislazione europea sui diritti d’autore.

 

Fonti: Ansa, Pubblica Amministrazione.net


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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