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Le cose che mi piacciono (e non) dei danesi

bici-nella-metro-di-copenhagenLo so, una settimana non basta per dare giudizi esaustivi su una città o un paese. E’ un tempo comunque sufficiente per farsi un’idea e fare confronti. Provo a sintetizzare le mie impressioni a pelle su Copenhagen.

 

Città bellissima, tranquilla, pulita, respirabile e sicura. Il sistema dei trasporti pubblici è molto efficiente. Non ho mai atteso più di 4 – 5 minuti bus, treni o metro. Sul sito dell’azienda che li gestisce è possibile pianificare gli spostamenti e sapere quanta CO2 si è risparmiata scegliendo il bus invece che l’auto.

Le macchine sono poche, anche nelle ore di punta, e non ho visto intasamenti. In compenso le bici sono talmente tante che si deve fare attenzione, quando si attraversa la strada, per non essere travolti. Tutti comunque rispettano semafori e strisce pedonali.

Si capisce che il rispetto per l’ambiente è generalizzato. C’è un parco ogni cinque minuti di strada. Nessuno usa i sacchetti di plastica. Al supermercato non ce li hanno. Ci si deve portare dietro una borsa o acquistare il bustone di carta. Nelle strade centrali c’è un portacenere ogni dieci metri e che su treni/bus/metro ci sono sacchetti per i rifiuti. Mancano invece i cassonetti. O li nascondono bene, oppure hanno un capillare sistema di raccolta.

Quanto alla sicurezza, non ci sono sbarre alle finestre, neanche al piano terra, e si entra in banca come se fosse un negozio di frutta. Non ci sono porte corazzate o metal detector. Significherà qualcosa?

Le cose che non mi piacciono. Ho girato un po’ per uffici pubblici e banche. Sono tutti gentili, ma in due o tre casi mi hanno dato informazioni parziali o scorrette. Anche qui, come da noi, qualcuno si dimentica di darti lo scontrino fiscale e poi, se vuoi prendere una casa in affitto, preferisce farsi pagare in nero…


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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