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Il rame è meglio remunerato della fibra ottica?

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"Nove in punto. La versione di Oscar" su Radio 24

Questa mattina a Radio 24, l’emittente del Sole 24 ore, l’amministratore delegato di Fastweb, Stefano Parisi, ha detto che in Italia l’Autorità per le Comunicazioni  premierebbe “il valore del rame”, cioè il doppino, cioè il DSL, a scapito della fibra ottica.  Così – ha osservato Parisi – Telecom non è incentivata “a mollare il rame per mettere la fibra”. Affermazione pesante, mi sembra.

E’ stata una puntata particolarmente interessante, quella di oggi, della rubrica di Oscar Giannino, “Nove in punto. La versione di Oscar”. Sono intervenuti il blogger Stefano Quintarelli, il manager Francesco Caio e l’AD di Fastweb. Parisi ha parlato – non poteva fare altrimenti, dal suo punto di vista – della disparità di trattamento economico tra gli operatori di telefonia fissa e quelli di telefonia mobile, a vantaggio di questi ultimi. La puntata si può ascoltare qui. Per sentire Parisi sull’argomento rame – fibra, ci si deve spostare con il cursore su 30′ 35″ circa della puntata, che dura complessivamente 48 minuti.  

La puntata di oggi della “Versione di Oscar” mi sembra un contributo importante del dibattito su digital divide e larga banda. Mi piacerebbe sentire il parere dell’ingegner Verio Massari. Il suo blog è un osservatorio importante su questo tema.


Twitter: @pinobruno

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  • Anacronistici e anti-ecologici, considerando che gli apparati per ADSL son troppi e consumano un mare di energia, a differenza delle fibre in tecnica GPON (con uno o due ordini di grandezza nel risparmio di energia rispetto al rame).
    Tuttavia, il punto è come al solito politico. Qui non governa nessuno questo snodo, e purtroppo devo dire che anche il PD non ne capisce molto…Gentiloni, che dovrebbe saperne di più, oggi tace. Tutti a studiare le convulsioni del povero Bernabè, che – e lo capisco – deve trovare forse nuovi soci da qui a fine anno. Lui che per fortuna ha “preso” Telecom dal “Tronchetto”, per dirla con Grillo, adesso sta proprio nei guai e ha ben altre priorità. E intanto guardiamo cosa dichiara e cosa FA il sig. Calabrò….

  • @ verio

    saggia posizione, la tua. Condivido appieno. La fibra è comunque strategica, ma come la mettiamo con gli incentivi al rame? Non ti sembrano comunque anacronistici?

  • caro Pino, non riesco a sentire l’audio di Radio24, ma conosco bene Stefano e Francesco Caio; quindi ti dico subito che doveva esserci una bella convergenza pro-fibra nella trasmissione. Ed anch’io la penso come FW: Telecom cabla con il freno a mano tirato, e pensa di strizzare tutto il valore che può dal rame (che a ben guardare, poi, non è suo, ma di tutti i contribuenti italiani). Tuttavia, ho smesso da tempo di schierarmi in modo settario su UNA sola soluzione, e milito davvero per una neutralità tecnologica (ibrida: wireline-wireless) che ci consenta di avere un wimax più semplice e pervasivo, un insieme diffuso di sistemi pubblici Hiperlan, molta fibra fino all’uscio di casa(in tecnica GPON, meno costosa), tanta LTE (4^ gen) sui nuovi cellulari. L’armatura DOVRA’ essere in fibra, altrimenti ci scordiamo i 50 Mbits/utente e finiamo per depotenziare anche la banda larga in mobilità (che alla fibra si appoggia sempre). Caio ha fatto un buon piano per questo governo, che inverava le vecchie “scommesse” di Prodi e Rovati per lo “SCORPORO”, ovvero per un’infrastruttura trasmissiva pubblica – o comunque realizzata/partecipata da TUTTI gli Operatori, oltre che dallo Stato – ma mi sa che 1) non ci sono i soldi; 2)i debiti di Telecom non consentono grandi scatti in avanti, ma neanche sue alleanze auto-distruttive con i concorrenti; 3) la creazione di una Open reach all’inglese (una TERNA delle reti!)non è gradita all’instabile azionariato di TI…Quindi Bernabè ha detto: W l’ADSL, niente scorpori, facciamo la fibra in 100 città nei prox 10 anni, e tanti saluti a Caio e al Governo. Insomma: un mezzo disastro! Alla faccia delle soluzioni keynesiane per la Grande Ripresa e la modernizzazione, facciamo ciò che si può e basta. Capisco allora che Parisi è incazzato nero, Caio pensa ai casi suoi, Stefano si batte come un leone..ma il convento ci passa, per ora, una minestrina da ospedale. L’unica speranza è che i TERRITORI e i SISTEMI PUBBLICI facciano loro – ma con che soldi? – un insieme di reti a banda larga, comunque e dovunque (penso alle città tra i 20.000 e i 60.000 abitanti), sennò il digital divide cresce, e tantissimo….

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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