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ZicZac aggrega e seleziona news ma è più democratico di Google News

ziczacQuattrocento articoli al giorno, un milione di pagine visitate al mese. Nasce una nuova piattaforma di aggregazione di notizie, in parte segnalate dagli utenti, in parte scelte in base ad un algoritmo matematico. Si chiama ZicZac il sito che si ispira a Google News e che si differenzia dal colosso internazionale proprio perchè non usa soltanto fonti giornalistiche ufficiali.

 

Non ha una vera e propria redazione, sono gli utenti che segnalano gli articoli, li commentano, li votano, decretandone la popolarita’ o il declassamento, dice all’Ansa Giulio Ardoino, 37 anni, ingegnere informatico di Genova, con un background di studi a Chicago che, insieme a Michele Zelco, 32 anni di Padova, ingegnere elettronico, ha creato la piattaforma nel 2007. 

“A Google news – aggiunge Ardoino – si sono messi al sicuro, scelgono le fonti ufficiali che sono affidabili e non c’e’ rischio che la gente abusi del sistema pubblicando notizie che possano portare un tornaconto commerciale”. 

La selezione degli articoli di ZicZac – parola che richiama ‘il ritagliare’ – viene fatta, come a Google News, con un algoritmo che in questo caso, pero’, per modificare in maniera dinamica le pagine del sito, interagisce con le segnalazioni degli utenti anziche’ con la priorita’ assegnate dalle testate giornalistiche.

Come fa ZicZac a difendersi dalle speculazioni?

“L’algoritmo e’ creato per capire quali sono le cose  interessanti e ci difende dalle notizie spam e dai virus – dice Ardoino – ma conta molto anche l’interazione degli utenti, che con il loro gradimento decretano il successo o meno delle notizie. Abbiamo cercato di fornire uno strumento di informazione il piu’ democratico possibile”. 

C’è anche una versione iPhone, iPod, mobile, ed e’ attualmente in fase di progettazione un’applicazione specifica da distribuire tramite App Store di Apple. Inoltre, ZicZac sta lavorando all’integrazione con altri servizi come Twitter e Facebook e, se riuscisse a trovare una partnership economica, creerebbe strumenti per permettere alle persone di interagire maggiormente e servizi alle aziende. 

Cosa pensa ZicZac della possibilita’, sui cui si sta confrontando il mondo dell’editoria, di far pagare le notizie su Internet? 

 “La questione dell’informazione online a pagamento e’ molto interessante – conclude Giulio Ardoino – ne discuto molto spesso con interlocutori interessati a trovare un modello di business funzionante anche per la Rete. Se Apple e’ riuscita nell’assurda impresa di vendere Mp3 non vedo perche’ non si possa riuscire a trovare un modo per fare lo stesso con l’informazione, magari proprio tramite dispositivi come gli e-book”. 

fonte: un articolo di Titti Santamato per l’Ansa


Twitter: @pinobruno

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  • GiacomoD

    Concordo in parte con Manolo. Anche se neppure con Digg il paragone è fattibile. E' un mix, in più i commenti in linea che ricordano un sistema di microblogging. Boh… forse definirlo è sbagliato, la cosa piacevole è che anche in Italia ci siano servizi 2.0 ben fatti.

  • Manolo De Agostini

    Ciao Pino, a mio giudizio il parallelo andava fatto con Digg, anziché Google News. Paragonare ZicZac a Gnews non è sbagliato ma forse nemmeno corettissimo, almeno a prima vista. Comunque sia, bel servizio.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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