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Caos bagagli negli aeroporti il tormentone estivo e la cura a base di Rfid

Una valigia con tag Rfid non si può perdere

Una valigia con tag Rfid non si può perdere

Ogni anno ad agosto, puntuale come l’esodo vacanziero, esplode il tormentone caos bagagli – valigia perduta. Per qualche giorno appaiono titoloni su giornali e telegiornali, si minacciano sanzioni nei confronti dei presunti responsabili e poi di nuovo l’oblio. Fino all’estate successiva. In realtà il problema è endemico e l’unica terapia possibile è il trapianto a base di Rfid. Nessun giornale ne parla, eppure la soluzione c’è.   

Basterebbe infatti adottare la tecnologia Rfid per cancellare o almeno ridimensionare il fenomeno della valigia perduta. Tag a radiofrequenza sul bagaglio, per seguirlo in capo al mondo. Si risparmierebbero 440 milioni di euro, dicono i manager di Sita, la multinazionale delle tecnologie del trasporto aereo. Per non parlare del trauma da smarrimento che colpisce ogni anno quarantadue milioni di passeggeri, secondo le stime di Iata.

Entro la fine dell’anno, calcola Sita, la tecnologia Rfid sarà adottata dal quarantasette per cento degli aeroporti e dal quarantadue per cento delle compagnie aeree. Iata ha messo a punto il suo Baggage Improvement Programme, per migliorare la gestione dei bagagli.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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