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La PEC “gratuita” ci costerà almeno 50 milioni di euro

La PEC "gratuita" in realtà ci costerà 50 milioni di euro

La PEC "gratuita" in realtà ci costerà 50 milioni di euro

Massimo Penco, presidente dell’associazione Cittadini di internet, è come Hercule Poirot. E’ sempre a caccia di abnormità digitali della Pubblica Amministrazione. Il nostro instancabile detective ne ha scovata un’altra, a proposito di Posta Elettronica Certificata. La PEC gratuita per tutti, annunciata con rulli di tamburo e squilli di tromba, costerebbe in realtà all’erario (e dunque a noi tutti) ben cinquanta milioni di euro.E’ quanto si evince – segnala Hercule Poirot alias Massimo Penco – dal bando di gara  pubblicato sulla Gazzetta delle Comunità Europee. L’articolo di legge istitutivo della PEC Gratis diceva “(Dall’applicazione delle disposizioni introdotte dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica)”. “Oltre alla spesa di 50 milioni di Euro che verranno ripartiti tra tutti i cittadini, quelli che vogliono o non vogliono la PEC – rileva il presidente di Cittadini di internet –   ci sono altri optional che si donano al gestore”.

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E poi, insinua a ragione Massimo Penco, l’identikit del gestore è già tratteggiato. “Il partecipante alla gara – scrive – deve avere già investiti nel settore 30 milioni di Euro e possedere una “Rete degli sportelli fisici in grado di assicurare un punto di accesso in almeno l’80% dei comuni italiani con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, con orario di apertura al pubblico, dal lunedì al sabato, 9.00-13.00″. 

 

 

 


Twitter: @pinobruno

  • Pingback: Iniziative contro la PEC()

  • Giorgio

    A me sembra una buona proposta. Se non avessero previsto sportelli fisici i blog si sarebbero riempiti di polemiche sul digital divide. Io uso la posta certificata da circa due anni e mi scontro sempre con l'impossibilità di comunicare con la P.A. via PEC; spero che una richiesta di massa metta la P.A. davanti ad un fatto compiuto. Riguardo al costo (6,5 milioni annui)non mi sembra scandaloso se visto in previsione di future economie di scala e se pensiamo che un semplice "Portale per il turismo trentino" costa ai contribuenti 2 milioni di euro.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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