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Questo non è un paese per finlandesi

Qualche tempo fa il premier britannico Gordon Brown ha paragonato la banda larga all’energia elettrica, al gas, all’acqua. Servizio essenziale, indispensabile. Solo un auspicio, comunque. Obiettivo da perseguire ma ancora lontano. La Finlandia – come hanno già scritto in tanti – ha un altro approccio. Concreto, pragmatico. Sancisce che l’accesso alla larga banda non è un privilegio, bensì un diritto.

Ne consegue che stendere cavi in fibra ottica o reti wireless per raggiungere aree non appetibili dal punto di vista del business non è opinabile. Si deve fare e basta. E’ una rivoluzione copernicana per abbattere il digital divide. Per di più in un paese impegnato da molti anni nella diffusione della cittadinanza digitale.

Sette anni fa ero alla periferia di Helsinki, nel quartiere pilota di Arabianaranta. Un cantiere aperto, per realizzare abitazioni e piccoli insediamenti produttivi che nascevano già in rete ad alta banda. I cavi in fibra ottica correvano nei cunicoli accanto ai tubi dell’acqua e alla rete elettrica e del gas. La Finlandia era già avanti anni luce rispetto al resto dell’Europa.

“La decisione è storica – osserva correttamente Felipe Gonzales– nonostante la Finlandia sia già uno dei Paesi più irradiati dall’infrastruttura che porta Internet nelle case. Se per il 96 per cento degli abitanti la legge viene a sancire una realtà già attuale, il suo vero obiettivo è quello di superare definitivamente il digital divide includendo anche quei pochi – si parla di duemila abitazioni – che abitano in zone remote della nazione, ovvero in quelle aree a sicuro fallimento di mercato. Non vale la spesa per gli operatori l’interramento di cavi per chilometri nella tundra finnica a fronte di pochi abbonamenti, e infatti non l’avrebbero mai fatto se non fosse sopraggiunta questa storica decisione del governo”.

“Anche in base a questa politica – chiosa Luca De Biase – la Finlandia sta assumendo una leadership in Europa nelle politiche per le infrastrutture abilitanti dell’innovazione, con regole semplici e incentivi chiari.

Già. Non è necessario farsi del male confrontando tutto questo con la nebbia che nasconde la prospettiva della larga banda italiana impaludata nei debiti, nelle incertezze strategiche, nelle ambizioni pubbliche e private”.

Checché ne pensi Francesco Caio, questo non è un paese per finlandesi.

 

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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