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In difesa dei blogger che fanno controinformazione in tutto il mondo

Murdoch dice che i blogger sono parassiti e ladri di notizie professionali. Bisognerebbe far conoscere al magnate dell’editoria Fatma Riahi, You Jingyou, Elisha Strom, Yoani Sanchez, Claudia Cadelo, Fereshteh Ghazi e gli altri 179 blogger che in tutto il mondo sono perseguitati per le cose che scrivono.

Notizie spesso riproposte dai giornali professionali di Mr. Murdoch.  Per salvaguardare le sue tasche (non certo la qualità dell’informazione), l’editore globale vuole mettere contro giornalisti di professione e blogger, nella sua battaglia di retroguardia nei confronti di Google News e degli aggregatori di notizie.  La vincerà? La perderà? Noi propendiamo per la seconda ipotesi e sosteniamo la campagna di Global Voices, rilanciata in Italia da Information Safety and Freedom.

“Difendere la libertà di parola online”. E’ l’obiettivo di Global Voices, che vuole dar voce alla Rete e ai racconti dei blogger, che mai come in questo periodo, sono minacciati da governi spaventati da verità nascoste o censurate.

La-mappa-dei-blogger-perseguitati

La mappa dei blogger perseguitati

In un mondo in cui la libertà di espressione trova continui limiti, le persone che vengono arrestate, e in casi estremi anche uccise, per le parole che scrivono, sono aumentate sempre più. Oggi gli attivisti, ma anche la gente comune, per esprimere le proprie opinioni, condividerle e confrontarle con gli altri, ha trovato nel Web un ottimo alleato.

I governi, però, si sono accorti delle potenzialità di Internet e hanno attuato politiche di sorveglianza della Rete sempre più imponenti. E così è aumentata la sorveglianza, i filtri, le azioni legali. E ora la vita dei blogger è diventata sempre più complicata. Minacce, botte e arresti. Per le loro azioni online e offline, gli attivisti vengono perseguitati e spesso sono vittime di misteriosi “incidenti”.

Global Voices Advocacy ha lanciato un nuovo sito per sostenere la libertà di parola online. Su “Threatened Voices“, questo il nome della pagina web, è possibile consultare una mappa interattiva che ricostruisce la storia dei blogger a rischio in tutto il mondo.

Inoltre, non mancano le informazioni sulle associazione dedite a far risuonare le voci di chi racconta “mondi segreti”. Per diversi motivi, però, non è sempre facile riuscire ad avere notizie sui blogger. In primo luogo perché la definizione di blogger è ancora poco chiara. Online tutti possono scrivere. Ci sono i giornalisti professionisti decisi a lavorare sul web in nome di una maggiore libertà e ci sono, poi, i cyber-dissidenti.

Di quest’ultimi si sente spesso parlare in Cina, Iran e Vietnam, ma spesso molti di loro non hanno neanche un blog. Infine, ci sono anche gli attivisti che finiscono in carcere per i loro gesti e non per i loro scritti online. La confusione, di certo, non aiuta la difesa di queste persone dal punto di vista legale. Inoltre, le notizie sugli arresti o le minacce ai blogger restano, per lo più, avvolte nel mistero.

Per colpa della censura e della repressione è complicato ottenere informazioni accurate e precise su quello che davvero succede. Global Voice ha pensato di ingaggiare un gruppo di editori, autori, traduttori per appoggiare blogger nelle loro campagne di libertà. Anche i familiari e gli amici sono invitati a contribuire alla realizzazione della mappa interattiva per creare insieme un Web libero di informare.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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