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L’incredibile e triste storia della Carta di Identità Elettronica e della sua sorte snaturata

L’idiozia della burocrazia, a volte, supera i confini della realtà. Lo scandalo – perché di scandalo si tratta, con grande spreco di denaro pubblico – della Carta di Identità Elettronica (CIE) tracima sempre più nel grottesco. Il 30 agosto scorso questo blog ha denunciato le modalità adottate per la proroga della CIE, con un foglietto incollato sul documento iper tecnologico. Adesso il Ministero dell’Interno fa sapere, con una circolare ai prefetti, che all’estero il Frankenstein-CIE potrebbe essere rifiutato.

La notizia è stata diffusa dall’associazione di difesa dei consumatori Aduc. Il Ministero dell’Interno consiglia ai prefetti di consigliare i sindaci di consigliare i cittadini “di dotarsi di altro idoneo documento di viaggio”. Va ricordato che la Carta di Identità Elettronica costa 25 euro e, se si restituisce per “dotarsi di altro idoneo documento di viaggio”, non è previsto alcun rimborso.

La Carta di Identità Elettronica è il simbolo dell'e-Government all'italiana

La Carta di Identità Elettronica è il simbolo dell'e-Government all'italiana

La Carta di Identità Elettronica è adottata senza problemi in molti paesi, Albania compresa.

Per leggere la circolare del Ministero dell’Interno, cliccare qui.

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Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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