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La televisione dall’elettrodomestico di Eduardo alla web tv

Un giorno l’indimenticabile Eduardo De Filippo ricevette la telefonata di una impiegata della Rai che si presentò così: “Buongiorno, qui è la televisione che parla”. Lui rispose: “Un attimo che le passo il frigo”. Da allora la tv ne ha fatta di strada (tutta in discesa, ahimè, ahinoi). Non più mero elettrodomestico stanziale, bensì onde e segnali che vagano per raggiungere anche computer, palmari, smartphone e telefoni cellulari. Quanta e quale televisione c’è in Italia? In una delibera pubblicata in questi giorni, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) non parla di contenuti ma di contenitori, e traccia lo stato dell’arte televisiva nel nostro paese.

L'elettrodomestico di Eduardo va al macero

L'elettrodomestico di Eduardo va al macero

L’Agcom ha deliberato a proposito della nuova legge sulla vendita dei diritti del calcio, che prevede norme specifiche per le piattaforme emergenti. Eccole qui: 

DIGITALE TERRESTRE – Vista la rapida crescita in termini di diffusione (a fine 2008 era già nel 34% delle famiglie) e di ricavi (+70% all’anno negli ultimi 4 anni per le offerte pay, che nel 2008 hanno raggiunto i 210 milioni) l’Agcom ritiene che il Dtt nel corso dei prossimi anni, una volta ultimato lo swtich off della tv analogica, raggiungerà la piena maturita’, diventando la principale piattaforma digitale, e vedrà crescere sensibilmente anche gli introiti pubblicitari. 

SATELLITE – Ha raggiunto un elevato grado di maturità. Già a fine 2008 si stima che 6 milioni di famiglie utilizzassero principalmente questa piattaforma per la visione di contenuti sia free sia a pagamento. In notevole aumento i ricavi: a fine 2008 2,4 milioni da pay tv e 239 da pubblicità (dato più che raddoppiato rispetto al 2005). 

IPTV – E’ la piattaforma che veicola contenuti e servizi attraverso banda larga su una rete chiusa, cioè gestita dagli operatori tlc. Sul piano tecnologico risulta consolidata quella di prima generazione, ancora in fase di transizione quella di seconda generazione (banda ultra larga). Sul piano economico, a fine 2008 solo il 2% delle famiglie aveva accesso a questo tipo di piattaforma, mentre i ricavi ammontavano a circa 33 milioni (poco più dell’1% dei ricavi complessivi da pay tv). Dunque e’ una piattaforma emergente (come il Dvb-H, i videofonini). 

WEB TV – Distribuisce i contenuti audio-video attraverso una rete di accesso aperta, cioè  indipendente agli operatori tlc (e perciò e’ diversa dall’Iptv). Sul piano tecnologico, in attesa dello sviluppo della banda ultra larga, e’ una tecnologia in fase di transizione. In termini di diffusione e’ in fase di sviluppo: la possibilità di accedere a questo tipo di servizi riguarda poco più di un terzo delle famiglie italiane (a giugno 2009 erano 9,7 milioni quelle dotate di collegamento a banda larga di linea fissa). Infine i ricavi risultano ancora marginali. Dunque la web tv e’ da considerarsi non emergente. 

Mappa delle web tv italiane

Mappa delle web tv italiane

Una fotografia, quella scattata da Agcom, che – ovviamente – non tiene conto della qualità complessiva dell’offerta televisiva. D’altronde oggi in tv impazzano le De Filippi, lontane anni luce dal grande De Filippo, e sono in atto guerre che noi umani possiamo solo subire.

fonti: Agcom, Ansa

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Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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