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Rete sotto assedio: si all’autoregolamentazione ma chi parla a nome degli utenti?

La protesta dei cittadini digitali ha sortito un primo risultato. Indubbiamente positivo. Non ci saranno leggi speciali per reprimere chi compie reati di istigazione alla violenza e all’odio su Internet. Magistratura e forze dell’ordine possono intervenire con gli strumenti già a loro disposizione. Ieri il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto che “La strada da seguire è quella di un accordo fra tutti, definendo un codice di autoregolamentazione che coinvolga i soggetti interessati, evitando interventi d’autorità”. Bravo il ministro.

Non capita tutti i giorni che qualcuno, a quel livello, ammetta di aver sbagliato l’approccio al problema. Tutti contenti, dunque? Si, ma bisogna fare chiarezza su significato e prassi dell’autoregolamentazione.

Il ministro Maroni auspica “un grande accordo di responsabilità fra tutti gli operatori, evitando interventi d’autorità ma ottenendo ugualmente il risultato, cioè contemperare la tutela della libertà di espressione con la necessità di rimuovere da Internet  contenuti che integrino gravi reati. La soluzione migliore è, dunque, un codice di autoregolamentazione che sarebbe il primo caso al mondo e che dovrà essere elaborato e approvato in tempi rapidi, per combattere il proliferare di gruppi che inneggiano all’omicidio, al terrorismo e alla mafia”.

L'incontro di ieri al Viminale

L'incontro di ieri al Viminale

Cerchiamo di entrare nel merito. Chi sono gli operatori e i soggetti interessati? Ieri il ministro ha convocato al Viminale i gestori di rete , i rappresentanti dei social network e di numerose aziende, oltre che il vice ministro delle Comunicazioni Paolo Romani, il capo della Polizia Antonio Manganelli, il consigliere ministeriale con delega alla sicurezza informatica Domenico Vulpiani, il capo della Polizia postale Antonio Apruzzese.

Chi mancava? Qualcuno che rappresentasse i protagonisti della vita in rete, gli utenti, i cittadini digitali. E’ vero, c’è un problema di delega.  E’difficile individuare chi e perché. In Italia ci sono molte associazioni, che però agiscono ognuna per conto suo. Non c’è  – paradossale(? ) – un network che faccia unione e forza, un sindacato dei fruitori (tutti paghiamo un canone per accedere a Internet). E’ un limite che si può e si deve superare. D’altronde non si può pensare ad una autoregolamentazione senza tenere conto degli utilizzatori finali.

Se i cittadini digitali non diventano soggetto politico (nel senso nobile del termine), le autoregolamentazioni arriveranno dall’alto. Prossimo appuntamento al Viminale a metà gennaio. Chi parlerà a nome degli utenti?

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Twitter: @pinobruno

  • "Su Internet Maroni oscilla tra

    stato autoritario e stato corporativo. Prima voleva

    criminalizzare la rete con l'ingerenza dell'esecutivo. Ora

    invece cerca l'accordo tra corporazioni".

    Lo ha detto in un comunicato Sandro Gozi (Pd) che

    partecipera' alla manifestazione di Piazza del Popolo sulla

    liberta' della rete.

    "Il tutto alle spalle dei cittadini – prosegue Gozi – e con

    gravi ripercussioni sulle loro liberta' e tutele

    giurisdizionali. E' necessario invece un dibattito parlamentare,

    per arrivare ad una legislazione condivisa, in linea con la

    normativa europea, come l'anonimato protetto e rivedendo la

    Direttiva 2006/24/Ce relativa alla responsabilita' dei

    provider".

  • ROME (AP) — Italy has abandoned plans to crack down on Web

    sites inciting hatred or violence — a proposal floated

    after an attack on Premier Silvio Berlusconi earlier this

    month drew some praise over the Internet.

    Groups and videos praising Berlusconi's assailant had

    appeared on Facebook and YouTube in the aftermath of the

    Dec. 13 attack, leading officials to mull a ban on hate

    sites.

    But Interior Minister Roberto Maroni said in a statement

    Wednesday that no measure would be taken by the government.

    Maroni, who held a meeting with Internet operators on

    Tuesday, said he favored «outlining a code of

    self-regulation that involves all parties and averts the

    intervention of authorities.»

    Such a route would safeguard freedom of expression while

    removing from the Internet any material that instigates

    violence or other crimes, the minister said. Details would

    be worked out in further meetings in coming weeks.

    Berlusconi, 73, was attacked during a rally in Milan by a

    mentally ill man who threw a metal statuette — a replica of

    Milan's Duomo cathedral — at him. The attack broke

    Berlusconi's nose and two teeth, forcing the premier to be

    hospitalized for a few days and skip some international

    meetings.

    The man, Massimo Tartaglia, has been arrested.

    Berlusconi was quoted by Wednesday papers as saying that

    he forgives his assailant, though he said he hopes he will

    not be released from jail too soon as the attack appeared

    to be premeditated. The comments came in a conference call

    with members of his party, the reports said.

  • "Se una decretazione d'urgenza era

    sbagliata, un accordo tra potere esecutivo e imprese private in

    materia di liberta' civili e diritto penale e' ancora piu' pericoloso

    e fuori luogo". Lo afferma Luca Bolognini, presidente dell'Istituto

    Italiano per la Privacy (Iip), commentando in una nota le

    dichiarazioni del ministro dell'Interno in materia di interventi

    contro i reati via web.

    "Le autoregolamentazioni si dovrebbero favorire in materia di

    liberta' economiche, o per dare maggiori garanzie agli utenti e con la

    partecipazione di questi alla trattativa, e non -prosegue Bolognini-

    per stabilire a tavolino norme con effetti penali e comprimenti le

    liberta' fondamentali, che devono rimanere tassative, vincolate alla

    legge e riferite ai poteri della magistratura ordinaria".

    "Con l'ultima proposta Maroni si passerebbe dalla padella alla

    brace. Si contesta l'ingerenza del Governo sulla rete, e poi si

    accetta un patto tra imprese Icte Governo?. Il rischio 'far west' su

    Internet c'e' -conclude Bolognini- ma le soluzioni sono altrove. L'Iip

    e' per un dibattito parlamentare, sano e aperto, che porti

    all'approvazione di aggiornamenti legislativi in linea con la Ua, come

    il cosiddetto 'anonimato protetto' o per l'estensione della Direttiva

    2006/24/Ceanche ai content providers".

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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