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Rete sotto assedio. Un nastro verde, come in Iran

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Le misure che si vorrebbero adottare per comprimere le libertà in rete ricordano per molti versi quelle in vigore in Iran. Lì la protesta popolare contro il regime oscurantista passa anche attraverso Internet e i social network. L’opposizione iraniana ha un segno di riconoscimento, un nastro verde. Potremmo accogliere l’appello dello scrittore dissidente Hamid Ziarati e prendere due piccioni con una fava. Solidarizzare con i giovani iraniani e protestare contro i tentativi di normalizzare la rete prendendo a pretesto la vile aggressione di Milano al premier Berlusconi. Ecco l’appello di Ziariati:

Un nastro verde per solidarizzare con i giovani iraniani e per protestare contro ogni tentativo di comprimere le libertà in rete in Italia

Un nastro verde per solidarizzare con i giovani iraniani e per protestare contro ogni tentativo di comprimere le libertà in rete in Italia

Cari amici,

non mi dilungherò sulle motivazioni per non annoiarvi, confidando nella vostra conoscenza di quanto è avvenuto in quest’ultimo mese nel mio Paese d’origine, Iran, e VI INVITO E VI PREGO, IN SEGNO DI SOLIDARIETÁ verso un popolo che lotta da più di cent’anni per la democrazia e per la libertà, e verso i suoi scrittori, giornalisti, registi, attori, intellettuali e studenti continuamente censurati, imprigionati e uccisi, DI INDOSSARE IN OGNI OCCASIONE PUBBLICA UN NASTRO DI COLORE VERDE AL POLSO. Il costo del nastro è irrisorio, meno di 1 euro al metro in qualsiasi merceria sotto casa, ma ciò che rappresenta non ha prezzo, in Iran la popolazione civile lo sta pagando ogni giorno con il proprio sangue.

La storia di ieri e di oggi dimostra che laddove la politica è sorda e i politicanti sono legati da interessi molto meno nobili che lottare per la democrazia e la libertà, solo tu puoi!

UN NASTRO VERDE AL POLSO. SE NON ORA QUANDO?

Con eterna gratitudine,

Hamid Ziarati

([email protected])

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Twitter: @pinobruno

Pubblicato da RG

  • Ho letto adesso tutti e quattro i post, con relativi link. C'è da essere preoccupati, è vero, ma in un certo modo sono sorpreso dal fatto che scelgano il disegno di legge invece del decreto. Questo governo non è solito fare le cose con calma e riflessione. Forse sono preoccupati perché tanti membri della maggioranza passa più tempo su Facebook che a lavorare?

  • Pingback: Rete sotto assedio. Un nastro verde, come in Iran()

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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