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Cronache dall’est: dove vai se la vignette non ce l’hai?

Vi ricordate di quella scena di Non ci resta che piangere con Benigni e Troisi?  “Chi siete? Dove andate? Un fiorino”! Con le dovute differenze  – e ci mancherebbe, dal 1492 ad oggi ne e’ passata di acqua sotto i ponti! – la scena che si ripete oggi, ventunesimo secolo, ad ogni passaggio di autoveicolo ad ogni casello autostradale, ricorda da vicino la prima. L’interrogatorio e’ sostituito dall’inserimento di un tagliando in una buca sotto il casello. Il tagliando dice da dove vieni, e quindi quanto devi pagare come pedaggio. Cambia la forma, ma non la sostanza.

Sostanza che diventa tragedia in estate, con colonne di automobili in fila spesso per ore e relativi bambini chiusi in macchina sotto il sole, giustamente rotti di scatole e giustificatamente piu’ nervosi del normale. Per la verita’ qualche innovazione e’ stata introdotta negli ultimi vent’anni. Ci sono per esempio corsie riservate a chi paga con carta di credito o con carte di debito (saranno pero’ meno affollate delle altre solo fin tanto che il numero di possessori di carte sara’ minore del totale della popolazione adulta). Ci sono corsie speciali per abbonati che passano inserendo una tessera. Ci sono quei sistemi di rilevamento elettronico dei passaggi al casello che in Italia chiamano telepass. Tutte buone idee, ma anche con qualche limite. I sistemi di rilevamento elettronico dei passaggi, ad esempio, hanno una tariffazione conveniente per habitués dei viaggi in autostrada come rappresentanti di commercio o pendolari, meno per gli altri. C’e’ un modo per affrancare gli automobilisti dalla schiavitu’ delle code al casello?

Vignette autostradale slovena

Vignette autostradale slovena

In gran parte dell’Europa Centrale la soluzione e’ quella della vignette. Di quello che accade in Europa del Nord non so, frequento pochissimo quelle contrade e mai in macchina. La vignette e’ uno sticker che si compra al momento in cui si entra in un Paese. Ha una parte superiore che devi incollare come vetrofania al parabrezza ed una inferiore che ti devi conservare come ricevuta. Una volta comprata la vignette hai il diritto di circolare su tutta la rete autostradale del Paese. Puoi comprare vignetten che hanno valore per un determinato numero di giorni, o di mesi, o per un anno intero. Scegli tu, ovviamente il prezzo varia.

Certo e’ che aboliscono la schiavitu’ del casello e che sono economicamente piu’ convenienti rispetto al sistema del pagamento al casello commensurato al numero di chilometri percorsi in autostrada. A quanto ho visto, si usano in Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovacchia e da un annetto anche in Slovenia. Niente vignette in Croazia ne’ in Serbia, dove invece resiste il sistema dei caselli.

Vignette autostradale austriaca

Vignette autostradale austriaca

In Ungheria la vignette e’ stata abolita da un anno, sostituita da un sistema ancora piu’ elettronico. Una volta passata la frontiera ci si ferma ad una stazione di servizio e si dice al venditore il numero di targa della macchina. Il venditore digita il numero su un computer tipo quelli che in Italia si usano per il Lotto, aggiunge il numero di giorni o di mesi per i quali hai deciso di pagare il pedaggio unico per l’intera rete autostradale del Paese, mentre tu paghi e te ne vai.

Nei Paesi in cui viaggi con la vetrofania incollata al parabrezza a controllarti sono telecamere installate in vari punti della rete: riconoscono l’autenticita’ e la validita’ della vignette. Se non hai pagato sono guai: aspettati controlli alle uscite, con multe salatissime. In Ungheria il controllo e’ fatto da addetti che si collegano con un server che ha registrato per quali targhe e per quanto tempo e’ stato pagato il pedaggio. Anche qui, i furbi la pagano, mentre gli altri viaggiano liberi, senza l’incubo delle code al casello. 

Chiudo con una storiella. In uno dei Paesi dove il pedaggio autostradale si paga con la vignette qualche anno fa si presento’ una societa’ che gestisce una rete autostradale in concessione in un Paese dell’Europa Occidentale (per fair play riferisco il peccato e non il peccatore). Intendeva vendere un sistema di rilevamento elettronico dei passaggi ai caselli: come dire, tentata vendita di frigoriferi agli eschimesi.

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Twitter: @pinobruno

Pubblicato da Alex Napoli

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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