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Cronache dall’Est: in Serbia il parcheggio si paga con il cellulare

Zona centrale di una citta’ serba. Arrivi in macchina e parcheggi. Su un cartello (multilingue) ti avvisano che la sosta e’ a pagamento. Se non sei pratico della situazione la tua mano va istintivamente nella tasca, dove cerchi monetine o banconote di piccolo taglio da infilare nella classica colonnina, monetine e piccole banconote che si rivelano in quantita’ non sufficiente per pagare neppure un’ora di sosta. Allora tiri fuori il tuo portafoglio e la tua carta di credito o di debito con chip – “forse questa la colonnina per il pagamento l’accetterà, pensi – ma ti assalgono i soliti dubbi sull’affidabilita’ dei pagamenti con denaro elettronico. Stai per rinunciare al parcheggio, quando vedi che il cartello non dice solo che la sosta e’ a pagamento: nella parte inferiore campeggia un’iconetta con un telefonino ed un numero da chiamare con il tuo telefonino.

 

Parcheggiare con il telefonino

Parcheggiare con il telefonino

 

 

Non sei pratico della cosa ma il primo passante cui chiedi spiegazioni ti rivela che con il tuo mobile puoi pagare la sosta. E’ semplice: puoi pagarla mandando un SMS al numero che e’ sul cartello senza uscire dalla macchina. Una volta inviato l’SMS te ne puoi andare per i fatti tuoi. Senza pendolare fra la macchina e la colonnina e viceversa, senza “esibire” nessun contrassegno dietro il parabrezza.

“E’ cosi’ da dieci anni” ti avverte il passante. Segui il consiglio e mandi l’SMS: devi solo scrivere il numero di targa, senza spazi bianchi. Poco prima dello scadere dell’ora ti arriva un SMS dalla societa’ che gestisce i parcheggi (una municipalizzata). Ovunque tu sia, senza tornare “sul luogo del delitto”, insomma dove hai parcheggiato, mandi un altro SMS con il numero di targa e cosi’ hai saldato il debito verso la societa’ che gestisce i parcheggi per un’altra ora.

   

 

In Serbia si paga il park con il telefonino

In Serbia si paga il park con il telefonino

  

 

La cosa puo’ andare avanti allo stesso modo per ore ed ore, e tu non dovrai alzarti dal luogo dove stai lavorando. A meno che tu non abbia parcheggiato in una zona dove il tempo massimo di sosta e’ limitato. In questo secondo caso, allo scadere del tempo massimo ti arriva un SMS per avvisarti che devi puramente e semplicemente rimuovere la macchina, altrimenti al posto tuo lo fara’ un carro attrrezzi che la portera’ in un remoto deposito, da dove potrai recuperarla pagando una penale da non ridere. Piu’ il connesso costo di una corsa in taxi per raggiungere il remoto deposito o l’umiliazione di chiedere aiuto a qualche anima buona che ti accompagni con la sua macchina.

Non hai un telefonino? (beh, e’ difficile, in Serbia ce ne sono 120 ogni 100 abitanti), non sei pratico di invio di SMS? In questo caso puoi ripiegare sul sistema da ancien régime: esci dalla macchina, vai alla colonnina, svuoti le tasche di tutte le monetine e le piccole banconote, la colonnina ti dice per quanto tempo potrai sostare avendo dato fondo ai tuoi piccoli “risparmi”, premi il classico pulsante verde, ritiri un biglietto con un bar code, torni in macchina e lo piazzi dietro il parabrezza.

Attento: in questo caso ti dovrai ricordare a memoria l’ora in cui scade il tuo diritto a parcheggiare (nessun SMS ti avvertira’), e prima che scada dovrai tornare dove hai parcheggiato, inserire altre monetine o piccole banconote (cosa possibile se nel frattempo qualcuno ti avra’ fatto la grazia di cambiare banconote in monetine o in piccole banconote) e cosi’ saldare il tuo debito. Insomma, nessuno ti costringe ad inviare SMS. Se ti piace la tradizione, puoi attenerti alla tradizione. Come dice Amartya Sen: la liberta’ e’ l’allargamento delle scelte a disposizione di ognuno di noi.

Come avvengono i controlli? Il controllore (dipendente della municipalizzata che gestisce sia i parcheggi sulla strada sia gli autosilo) ha un portatile collegato via modem con un server dove sono registrati in tempo reale i pagamenti. Digita il numero di targa della macchina che sta controllando e sullo schermo vede se ha ancora il diritto di sostare o se invece il suo proprietario e’ in debito.

In questo secondo caso, con lo stesso portatile che ha una stampantina incorporata, stampa una fattura con il dovuto piu’ la penale, la infila in una bustina impermeabile (nessuno puo’ dire: “ma non c’era niente, forse la pioggia si era mangiata il pezzetto di carta”) e mette il tutto sotto il tergicristalli. Allo scadere di un periodo di grazia, se la macchina e’ ancora li’ il controllore avvisa il server. Il carro attrezzi provvedera’ al resto.

Questo sistema e’ in uso in varie parti d’Europa. Mi riferiscono che sta diffondendosi anche in Italia.


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da Alex Napoli

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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