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Perché YouTube racconta la rivolta iraniana per la libertà

Green_ribbon_SQ_normal.gifQuando i giornalisti sono costretti al silenzio dalla censura, ci pensano i cittadini a coprire gli eventi. Si è scritto molto sul ruolo giocato dai social network nella rivolta iraniana per la libertà e la democrazia. Per la prima volta interviene chi ha reso possibile la diffusione planetaria della protesta di Teheran. Parla la responsabile di YouTube per News and Politics, Olivia Ma.    

“Le immagini sono sgranate, spesso a scatti e difficili da vedere, perché le riprese sono state fatte con macchine fotografiche digitali e telefoni cellulari, ma il messaggio è inequivocabile: nei mesi successivi alle controverse elezioni presidenziali di giugno, il popolo iraniano è diventato protagonista del nuovo linguaggio di citizen video reporting. Quello che poteva sembrare un evento isolato, immediatamente dopo le elezioni, quando abbiamo visto i giovani che marciavano, combattevano e morivano per le strade di Teheran, è diventato una parte essenziale della loro lotta”.

“Su YouTube – scrive Olivia Ma – abbiamo seguito settimana dopo settimana i video che venivano postati poco tempo dopo ogni singola manifestazione degli ultimi sei mesi. Migliaia di filmati hanno offerto a tutto il mondo la paura e la tensione di quelle proteste. È come se nessun episodio della rivoluzione in corso potesse sfuggire all’occhio delle telecamere improvvisate”.

“A differenza delle riprese e delle notizie tradizionali dei corrispondenti esteri (peraltro costretti al silenzio, in Iran), questi video sono la voce del popolo – senza filtri,  inediti e con un singolo, a volte inquietante punto di vista. Nessun video professionale sarebbe stato in grado di offrire la stessa sensazione: assistere a quanto sta accadendo, con gli occhi stessi di un comune cittadino di quel paese. Siamo costantemente stupiti dalla nostra video comunità”, aggiunge Olivia Ma. Chiunque, armato solo di una telecamera e di un collegamento a Internet, può testimoniare la propria vita”.  

Continueremo a fornire la piattaforma per farvi vedere ciò che vedono gli iraniani, sentire le loro voci e conoscere la loro lotta”, conclude Olivia Ma.

Non possiamo che ringraziare YouTube, per questo.

Fonte: Google blog

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Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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