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Processo Fapav – Telecom: in Italia non è in vigore la legge Hadopi!

C’è in Italia chi crede di essere in Francia, dov’è in vigore una legge – la cosiddetta Hadopi 2 – che obbliga gli Internet Provider a monitorare le abitudini di navigazione degli utenti. Se l’abbonato scarica film e musica, il Provider segnala la circostanza alle autorità e scattano le sanzioni. Si può arrivare persino al taglio della connessione. L’Italia non è la Francia ma la Fapav (Federazione anti pirateria audiovisiva) crede di si. Anzi, ha fatto di più. Come racconta Guido Fontanarossa sulla Repubblica, “ha incaricato una società francese (la CoPeerRight) di tenere d’occhio undici siti che regalano film e canzoni. Nel mirino dei controllori sono finiti soprattutto i navigatori che hanno visitato questi siti. La Fapav – dal 2008 ad oggi – ha accertato 2 milioni 200 mila casi di scarico illegale. E subito ne ha chiesto conto a Telecom. Chi scaricava era un abbonato di Telecom tra il 57 e il 65% dei casi”.

In Francia la satira si è scatenata contro la legge Hadopi

In Francia la satira si è scatenata contro la legge Hadopi

E’ un fatto gravissimo. Questa vicenda attesterebbe che ognuno di noi è stato pedinato e intercettato. Detective privati non autorizzati dall’autorità giudiziaria hanno preso appunti sui siti che abbiamo visitato, sulle pagine web che abbiamo letto, sugli oggetti che abbiamo acquistato on line. Insomma, le nostre abitudini, i nostri gusti sessuali e culturali, il nostro gradimento politico, la qualità e quantità del nostro shopping.

La Fapav dice che “di fronte ad una attività che costituisce palesemente un reato la disciplina dei dati personali deve fare un passo indietro”. Affermazione singolare. Una federazione che rappresenta interessi di parte decide autonomamente quali sono i criteri di applicazione della legge sulla privacy.

A Roma è in corso un processo. Fapav versus Telecom Italia. Scende in campo il Garante per la protezione dei dati personali, che chiede chiarimenti. La Fapav risponde: “FAPAV, in ossequio alla legge in materia di protezione dei dati personali ed ai principi anche comunitari che la informano, ha esposto dei dati aggregati, che dunque non sono in alcun modo qualificabili come dati personali.  Ed è proprio perché non tratta dati personali, e non ha incaricato alcuno di trattarli, che FAPAV sta chiedendo all’A.G.O. di ordinare a chi legittimamente tratta quei dati (Telecom Italia) di intervenire con le misure opportune e legittime”.

In Francia la satira si è scatenata contro la legge Hadopi

In Francia la satira si è scatenata contro la legge Hadopi

E aggiunge: “FAPAV non ha ottenuto e non può ottenere alcuna corrispondenza tra le URL delle pagine web citate e l’attività telematica degli internauti italiani, poiché soltanto l’ISP può fornire questo tipo di informazioni circa l’attività dei suoi abbonati. Nel secondo caso, a quanto consta, alcuni associati FAPAV hanno fatto ricorso ad una società specializzata nella protezione dei diritti d’autore, incaricata di fornire statistiche dei download a partire dai cosiddetti “fake” (o “files decoy”, file che contengono il trailer di un film ripetuto in serie) diffusi da territorio straniero nelle reti peer-to-peer per simulare i file di opere protette dal diritto d’autore.

Lo strumento utilizzato altro non è che una versione del software open source eMule,  modificato in modo da visualizzare la ripartizione dei download per ISP…. nessun indirizzo IP viene visualizzato o stoccato per ottenere l’informazione riguardante l’ISP utilizzato. L’IP degli utenti che scaricano, infatti, viene anonimizzato istantaneamente attraverso un procedimento rapido ed immediato. L’informazione che ne deriva permette di effettuare una richiesta di tipo WHOIS al fine di ottenere le informazioni sui paesi e sulla ripartizione dei download per Internet Service Provider”.

Insomma – sostiene Fapav – non c’è stato spionaggio, non si sono state intercettazioni e – se ci sono state – è stato salvaguardato l’anonimato dell’utente sorpreso a fare download illegale.

Telecom Italia, a cui Fapav ha chiesto di individuare gli utenti che scaricano film e musica, ha risposto che non può farlo senza violare la legge. L’avvocato dello Stato Sergio Fiorentino, che assiste il Garante per la Privacy, ha dato manforte: “Un monitoraggio sistematico degli utenti di Internet non può essere ammesso”.

In Francia la satira si è scatenata contro la legge Hadopi

In Francia la satira si è scatenata contro la legge Hadopi

L’esito del processo in corso davanti alla Sezione specializzata per la proprietà intellettuale del Tribunale di Roma è molto importante e riguarda tutti gli utenti di internet, anche chi non scarica film e musica. Può il diritto delle major cinematografiche e musicali a tutelare i profitti prevalere sul diritto dei cittadini alla riservatezza dei dati personali? Si vuole introdurre surrettiziamente una legge Hadopi anche nel nostro paese?


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da RG

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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