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Zahra, il paradiso nell’inferno medioevale dell’Iran

Per tutta la notte abbiamo corso da un ospedale all’altro. Tehran era scossa da grida di ribellione…il richiamo della libertà”. La rivolta iraniana adesso è anche un fumetto a puntate sul web. Zahra’s Paradise, il Paradiso di Zhara, è il racconto di una giornata particolare nella capitale iraniana, il 16 giugno 2009, quattro giorni dopo la rielezione truffa del dittatore integralista Mahmud Ahmadinejad. Zhara cerca suo figlio Mehdi, che ha partecipato alle manifestazioni di piazza contro il regime e non è tornato a casa. Tratto raffinato e incisivo. Gli autori si nascondono sotto gli pseudonimi di Amir e Kahlil. I fumetti sono un’arma potente nelle mani degli oppositori e gli autori  – che vivono negli Stati Uniti – hanno parenti in Iran, che potrebbero essere esposti alle rappresaglie.

Un fumetto online – spiega Amir – per raccontare che “Allah Akbar! Allah Akbar!” non e’ l’urlo dei terroristi ma il grido di speranza dei giovani che sono morti ma non saranno dimenticati, che sono stati sepolti vivi nelle carceri del regime ma che sul web hanno una voce che valica le mura delle celle, fino ad arrivare al mondo. “Molti morti sono andati nel Paradiso di Zahra – aggiunge Amir – ma c’e’ ancora grande vita nella morte.

Zahra's-Paradise

Zahra's-Paradise

La loro forza vitale non e’ stata distrutta. La morte ci parla e parla attraverso noi … Una nuova generazione sta dispiegando le sue ali e nessuno può fermare il loro volo …”. Il ‘Paradiso di Zahra’ e’ il minareto virtuale eretto per celebrare la vita dei ragazzi iraniani morti, di Neda, di Sohrab, di Mohsen. Il volto di Medhi (il personaggio del fumetto online) e’ lo specchio che cattura e riflette” l’immagine dei ragazzi reali che, a centinaia, tra le mura e i cancelli delle galere della Repubblica Islamica stanno aspettando. Un Futuro che non sia una Fine”.

Il fumetto è in italiano, inglese, francese, spagnolo, olandese, arabo e farsi. Una puntata al giorno, per farsi coinvolgere dal dramma umano e politico degli iraniani che rifiutano di vivere nel cupo medioevo degli ayatollah.


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da RG

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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