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Banda larga: ci sarà mai la “Società per la Rete in Fibra”?

“100 mega in download e 50 in upload”. E’ la banda larga promessa dal presidente Obama agli americani, con il suo Connecting America, The National Broadband Plan. Da noi c’è ancora chi spaccia per banda larga i 2 MB! Equivoco, ignoranza o disinformazione voluta?  Su internet ultraveloce ”il dibattito e’ ghettizzato, relegato alle riviste di settore”, mentre ”ha guadagnato le prime pagine dei giornali il Ponte sullo Stretto, che può incidere sul Paese cento volte meno della rete in fibra”. Ha colto nel segno l’amministratore delegato di 3 Italia, Vincenzo Novari.

Secondo lui – e non si può non essere d’accordo – la banda ultralarga ”e’ il tema di politica economica più importante dei prossimi vent’anni, insieme con la riforma delle pensioni”.  Il futuro della rete, ha aggiunto Novari, ”deve riguardare molto di più la società che non gli addetti ai lavori”, perche’ ”e’ imprescindibile per lo sviluppo della nazione: darebbe alle famiglie italiane nuove opportunità,semplificazione e risparmi, e consentirebbe a 4,5 milioni di Piccole e medie imprese italiane di mettersi in gioco a livello mondiale”.

Fa eco a Novari la consigliera di amministrazione di Vodafone Italia Bianca Maria Martinelli.  ”Serve un’accelerazione nella realizzazione di una nuova rete in fibra ottica comune a tutti gli operatori – dice Martinelli –  che possa stimolare la crescita del Paese e soddisfare i bisogni crescenti dei consumatori italiani.  L’infrastruttura deve essere realizzata ”attraverso la costituzione di una Società della rete in fibra, con partecipazione sia di soggetti privati sia di soggetti pubblici”.

Obama fa, Scajola annuncia, ma tra 100 e 2 ci sono ben 98 mega di differenza! E se le scelte del governo – scrive Carlo Mochi Sismondi su Forum PA – permangono molto deboli nell’incentivare l’economia innovativa e assolutamente non indirizzate alle infrastrutture e agli investimenti, non c’è molto da aspettarsi dalle promesse dei candidati governatori.

Basta scorrere la pagellina redatta dallo stesso Carlo Mochi Sismondi: “tranne lodevoli eccezioni (Formigoni in Lombardia, Errani in Emilia-Romagna, Marini in Umbria, Bonino nel Lazio) non pare che i nostri politici si siano accorti dell’importanza per i loro cittadini e per le loro economie di Internet, dell’accesso alla rete, dei diritti di cittadinanza digitale. In quasi la totalità dei programmi l’agricoltura o la viabilità hanno pesi molto maggiori”.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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