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I segreti di Google? Non sono poi così segreti

Google non ha digerito la denuncia presentata nei suoi confronti da Microsoft alla Commissione Europea (non direttamente, ma tramite il sito britannico Foundem, finanziato da Microsoft), per presunte violazioni delle norme antitrust. Altro che segreti! scrive nella sua appassionata arringa difensiva, Matt Cutts, capo del Search Quality Team di Google. Tutto quello che facciamo è ampiamente documentato, dice Matt Cutts, a cominciare dal funzionamento del PageRank, lo strumento che indicizza siti e pagine web e ne attesta, di fatto, la credibilità.

Ecco l’arringa di Cutts:  

​“Di recente la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta preliminare nei confronti di Google per violazione delle norme antitrust. Parte dell’accusa sostiene che Google non operi in modo abbastanza trasparente riguardo al come e al perché i siti web si posizionino nei nostri risultati di ricerca. Il concetto che Google non sia trasparente è duro da digerire, per me. Lo standard che utilizziamo per comunicare è infatti stato stabilito da Google insieme agli editori stessi di siti web. Lasciate che vi parli di alcuni degli esempi che utilizziamo per spiegare ai siti come vengono valutati e perché.

Uno dei punti più discussi in assoluto a livello mondiale, relativi al punteggio attribuito da Google ai siti, è sempre stato il PageRank. Tale “ingrediente segreto” non è poi tanto segreto, in fondo. Eccolo qui. Questo primo documento non solo fornisce la formula del PageRank, ma riporta molti degli altri fattori conteggiati nel posizionamento su Google, inclusi l’anchor text, la posizione delle parole all’interno del testo, la relativa vicinanza delle parole di una query all’interno di un documento, la dimensione ed il tipo di caratteri utilizzati, l’HTML grezzo di ogni pagina, e i caratteri in maiuscolo.

Nel corso degli anni Google ha continuato a pubblicare letteralmente centinaia di articoli scientifici. Tali articoli rivelano molte delle “formule segrete” sul funzionamento di Google e documentano l’infrastruttura di base che Google utilizza. Alcuni di questi articoli sono stati una vera e propria fonte d’ispirazione per molti, non solo nell’ambito dei progetti open source, ma anche in diverse aziende.

Gli articoli accademici rappresentano solo uno degli aspetti utilizzati da Google per coinvolgere ed educare, ma esistono molti altri modi. Nel 1999, ad esempio, Sergey Brin ha partecipato alla prima conferenza per i webmaster, la Search Engine Strategies. Nel 2001, inoltre, Google è diventato uno dei primi motori di ricerca a intervenire online sul forum di un sito,WebmasterWorld. Un membro di Google con lo pseudonimo “GoogleGuy” ha postato più di 2800 volte, e un altro conosciuto come “AdWordsAdvisor” ha postato quasi 5000 volte.

Gli sforzi di trasparenza e comunicazione di Google si sono evoluti insieme all web. Abbiamo cominciato a scrivere blog post nel maggio 2004 e ne abbiamo scritti migliaia sul nostro blog ufficiale. Oggi Google ha più di 70 blog ufficiali, tra cui il blog ufficiale per i webmaster, creato specificamente per aiutare i proprietari dei siti a capire come Google funziona e a posizionarsi al meglio nei risultati di ricerca. Google pubblica più blog post della maggior parte delle altre grandi aziende. Forniamo anche una vasta documentazione pubblica sul nostro sito web, e numerosi consigli per gli editori di siti web, in dozzine di lingue diverse.

Come capo del webspam team di Google (che cerca di bloccare i tentativi di violazione delle nostre istruzioni per webmaster, pubbliche e chiaramente documentate), mi viene spesso chiesto come Google funzioni. Per questa ragione ho deciso di aprire nel 2005 il mio blog personale, sul quale ho scritto centinaia di post che parlano di Google. I temi variano dagli errori più frequenti dei seo ai consigli per i nuovi blogger. Inoltre, ho avuto il piacere di parlare direttamente con molti webmaster, di effettuare site clinic (analisi dei siti) pubbliche sui siti web e d’intervenire a più di 30 conferenze pubbliche sulla ricerca.

Abbiamo utilizzato ogni sorta di mezzo di comunicazione per aiutare i webmaster a comprendere come la ricerca su Google funzioni. Abbiamo organizzato diverse live chat per webmaster con centinaia di partecipanti. Abbiamo sperimentato twitter. Abbiamo partecipato a diversi podcast. Ed ecco un’altra delle mie iniziative preferite che abbiamo usato per comunicare con i webmaster: l’anno scorso, abbiamo raccolto molte domande e pubblicato le risposte sotto forma di video sul nostro canale per webmaster. E questi video sono stati visti più’di 1.5 milioni di volte(!). Siamo anche molto coinvolti nella blogosfera per cercare di rispondere alle tante domande su Google.

E la lista potrebbe andare avanti e avanti. Google ha stabilito con gli altri motori di ricerca dei metodi per rendere la vita dei proprietari di siti decisamente più semplice. Gli standard che ne sono derivati includono per esempio come specificare la URL preferita per un sito e la Sitemap. La Sitemap è infatti uno strumento semplice che permette ai webmaster di far pervenire ai motori di ricerca informazioni utili sulle loro pagine web. Google offre ai webmaster la possibilità di visitare il forum di assistenza, dove sia gli impiegati di Google che gli utenti esperti possono aiutarli a risolvere i problemi dei loro sito. Noi stessi abbiamo organizzato eventi live, le site clinic, nate per offrire suggerimenti sulla struttura dei siti da San Francisco all’India, dalla Russia alla Spagna. Abbiamo inoltre confermato quali segnali non vengono più utilizzati dall’algoritmo di Google in fase di posizionamento, ad esempio i meta tag keywords, e questo fa risparmiare tempo ai webmaster e aiuta a prevenire inutili scopiazzamenti e denunce.

La cosa frustrante è che se anche tutti i 20.000 dipendenti di Google lavorassero a tempo pieno per rispondere alle domande dei proprietari di siti non avremmo comunque l’occasione di parlare con ognuno. Perché no? Perché ci sono più di 192 milioni di domini registrati. Per questo motivo abbiamo introdotto gli Strumenti per i Webmaster, una soluzione che offre in maniera scalabile e automatica informazioni sui siti web e dà la possibilità ai webmaster di comunicarci informazioni utili sui loro siti. Descrivere quanto siano potenti questi Strumenti che offriamo gratuitamente a tutti richiederebbe un intero post, ma tra le funzionalità a disposizione troviamo ad esempio:

  • Il proprietario di un sito ottiene consigli utili su problemi come meta descriptions duplicati o title tag mancanti.
  • Nel caso in cui il proprietario di un sito ritenga di aver violato le Linee Guida per webmastere che Google abbia preso conseguenti azioni circa il sito e la sua presenza nel nostro indice, è possibile inviare una richiesta di riconsiderazione.
  • Il proprietario di un sito che è stato hackato ha a disposizione i dettagli sul malware nelle sue pagine web. Dopo aver rimosso il problema, può visualizzare le pagine così come vengono visualizzate da Google e assicurarsi quindi che il malware sia stato completamente rimosso.
  • Il proprietario di un sito ha a disposizione una tabella che riporta gli errori che Google ha trovato durante la scansone del sito.

Un dipendente di Google recentemente ha scritto sul suo blog un post su come utilizzare questi strumenti gratuiti e pubblici per identificare un problema con il suo servizio di hosting causato da un suo utilizzo della banda oltre i limiti previsti. Allo stesso modo milioni di proprietari di siti hanno fruttuosamente utilizzato gli strumenti gratuiti di Google per webmaster per ottenere informazioni utili sui loro siti.

Qui a Google cerchiamo di essere il più aperti possibile, addirittura al punto da aiutare gli utenti ad esportare i loro dati al di fuori dei prodotti Google. Allo stesso tempo non pensiamo sia irragionevole avere dei segreti professionali come in qualsiasi azienda, non ultimo perché non vogliamo aiutare spammer e cracker a violare il nostro sistema. Se chi sta cercando di manipolare il posizionamento nella ricerca sapesse ogni singolo dettaglio su come posizioniamo i siti sarebbe più facile infestare di ‘spam’ i nostri risultati con pagine irrilevanti e frustranti per gli utenti – ad esempio pagine pornografiche o fatte per distribuire software dannoso (malware).

In ultima analisi criticare Google per la sua “formula segreta” è un’accusa facile da formulare, ma semplicemente non è vera. A Google abbiamo lavorato giorno dopo giorno per anni ad essere aperti, ad educare creatori di contenuti sul posizionamento dei siti, a rispondere alle domande sia dei webmaster che degli utenti. Quindi se è cosi che le persone scelgono di definire un “segreto”, allora il nostro dev’essere il segreto tenuto peggio in tutto il mondo della ricerca”.


Twitter: @pinobruno

  • Francesco

    Io credo che Google sia "abbastanza" trasparente, forse il massimo della trasparenza possibile per una azienda il cui l'algoritmo di indicizzazione e page rank è alla base della fortuna iniziale e della posizione dominante sul mercato di oggi. Non per questo credo che loro abbiano spiegato davvero tutto sul meccanismo del page rank (che peraltro a volte modificano senza preavviso). Se davvero lo avessero fatto, quando Google era già una minaccia ma non ancora la potenza che è oggi, qualche grossa azienda con grandi disponibilità finanziarie (tipo IBM) avrebbe potuto "soffocare il neonato nella culla" creando un clone di Google. Non sarebbe stata una novità, è una cosa che abbiamo visto molto spesso.

    Il punto è però un altro: se Google spiegasse per filo e per segno come funziona il page rank, o il meccanismo di AdWords/AdSense, sarebbero in molti ad approfittarsene trovando meccanismi automatici (e un po' truffaldini) per salire nel page rank, fare in modo che la propria inserzione sia mostrata più spesso di quella dei concorrenti, ecc.

    La mia azienda è utente sia di AdWords che AdSense (ovvero paghiamo Google per la pubblicità che faccio e ci facciamo pagare per la pubblicità che ospito sul mio sito) e tutto sommato credo che questa "opacità" ci protegga e che invece la massima trasparenza potrebbe portare più problemi di quanti ne risolverebbe.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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