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Vintage informatico: riecco un mito. Il Commodore 64

Era bello il mio Commodore 64. Sembra essere trascorsa un’era geologica e invece è appena ieri. I dati giravano sulla cassetta, nel mangianastri. La striscia magnetica si inceppava spesso e finiva tutto a carte quarantotto. Tra un’operazione e l’altra si poteva fare lo spuntino e lavarsi i denti, tanto era lento, ma era esaltante far parte della cerchia dei pionieri. In pieno vintage digitale – come è successo per i Beatles e la Fiat 500 – il Commodore 64 ritorna, dal primo giugno.

Il nuovo Commodore 64 assomiglia abbastanza all’originale degli anni ottanta. Restyling esterno, perché dentro è tutta un’altra cosa. Il computer con il processore a 8bit lanciato nel 1982 e che ha venduto 17 milioni di esemplari in tutto il mondo,  sarà sostituito da un all in one con un processore a 64 bit, 4 Gigabyte di memoria Ram e un hard disk da 500 Gigabyte.

Ilnuovo Commodore 65

Per il lancio la compagnia punta proprio sulla nostalgia: ‘Ci avete amato allora – recita lo slogan su una foto del vecchio modello – e ci amerete di nuovo’.   Al posto del mangiacassette il nuovo Commodore avrà lettore Dvd e wi-fi per l’accesso alla rete.  Misure da pin-up dell’informatica: 44 cm di larghezza e uno spessore di 5 cm.  Sistema operativo a scelta: Windows oppure Linux e Ubuntu.

Costi ancora sconosciuti, ma la nostalgia, si sa, non ha prezzo.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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