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Posta Elettronica Certificata: boom di accessi e richieste

E’ stato raggiunto il numero massimo di connessioni. Riprovare più tardi”, c’è scritto sul sito aperto dal Governo per la prenotazione della casella gratuita di Posta Elettronica Certificata.  Fino a ieri sera sono stati registrati 150mila contatti e quindicimila prenotazioni, fanno sapere Poste Italiane e Telecom Italia, i partner prescelti per l’Operazione PEC. Successo indubbio. La parola magica è: gratis.

Il sito per richiedere la PEC è inaccessibile

I cittadini rispondono (si vedrà nei prossimi giorni se il trend sarà confermato), la Pubblica Amministrazione un po’ meno, visto che neanche la metà dei siti degli enti pubblici si è adeguata alla legge. Sarà poi da valutare anche l’efficienza del cosiddetto back office.

Quanti sindaci, presidenti di regioni e province, dirigenti scolastici e di ASL e via discorrendo risponderanno alle mail certificate spedite loro dai cittadini? La vera prova del nove sarà quella.

E poi ci vorrebbero risposte alla domanda delle domande: quanto ci costa, realmente, questa PEC gratuita? Quanti soldi intascheranno Poste Italiane e Telecom da questa operazione? Insomma, gratuita, ma i soldi sono sempre pubblici, cioè nostri.

aggiornamento delle 19.20 del 27 aprile

Il sito è ancora inaccessibile, ormai da quasi 24 ore. E’ una pessima figura davvero, per il ministro e per i suoi partner tecnologici. Vabbè essere travolti dai contatti, ma un disservizio così prolungato ricorda più la normale inefficienza analogica della Pubblica Amministrazione che la rivoluzione digitale dell’eGovernment.

aggiornamento delle 09.50 del 28 aprile

La situazione è sempre la stessa. Il sito è inaccessibile. eGovernment de noantri.

aggiornamento delle 15.31 del 30 aprile

Finalmente il sito è tornato accessibile. Il portavoce del ministro Brunetta fa sapere che “da lunedi’ scorso a oggi sono stati circa 60mila i cittadini italiani che hanno concluso felicemente questa semplice operazione”. Il termine “felicemente” mi sembra eccessivo.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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