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Banda larga: il trio della fibra ottica diventa quartetto

I cittadini del quartiere Prati di Roma chiamano il call center di Telecom Italia, per chiedere di essere connessi alla mega-rete a fibra ottica da 100 Megabit per secondo e si sentono rispondere “non ne sappiamo nulla”. E’ successo ad alcuni amici che abitano lì. Nel frattempo, in un altro quartiere romano – collina Fleming – sta per partire la sperimentazione della mega-rete alternativa, quella che sarà realizzata da Wind, Fastweb e Vodafone, a cui si è aggiunta oggi anche Tiscali.

Non c'è bisogno di una guerra tra gli operatori combattuta a colpi di fibra ottica

Il trio diventa quartetto, anche se – affinché la banda suoni la musica che piace agli italiani – Telecom dovrebbe smetterla di fare la riottosa. Il governo e l’Agcom dovrebbero costringere l’ex monopolista, che fa il giapponese nella giungla,  a giocare la stessa partita. Non ha senso che ognuno scavi per i fatti suoi i cunicoli per infilare la fibra. Alla fine ci saranno zone ipercollegate – quelle più appetibili per il mercato – e zone condannate all’eterno doppino di rame.

D’altronde in Europa l’aria tira in quella direzione. Proprio ieri la Commissaria europea alle telecomunicazioni, Neelie Kroes, ha approvato la decisione dell’Authority britannica Ofcom, che ha obbligato British Telecom ad aprire la sua rete in fibra agli altri operatori con un accesso virtuale (virtual unbundlig).

Fibra ottica

Un primo passo – temporaneo, sottolinea la Commissaria – perché “l’unbundling fisico deve essere imposto il prima possibile”.

E’ la prima volta che un’Authority interviene così pesantemente per risolvere il problema dell’accesso all’infrastruttura in fibra. E se Agcom prendesse lezioni da Ofcom? Le mega-reti in fibra ottica costerebbero meno allo Stato e ai consumatori.


Twitter: @pinobruno

  • BOLOGNA, 9 GIU – Da un lato il tema di come colmare il digital divide, ''dove ci vogliono interventi pubblici perche' si tratta di zone normalmente a fallimento di mercato'', dall'altro le reti di nuova generazione, per cui ''Telecom ha un programma molto preciso di investimenti e ha anche gia'

    dichiarato una disponibilita', per la parte passiva delle infrastrutture, a collaborare con enti pubblici e anche con altri operatori'', Cosi' Gabriele Galateri, presidente di Telecom, a chi gli ha chiesto del futuro della banda larga, a margine di un incontro sull'innovazione del web a Bologna.

    Galateri successivamente, durante la tavola rotonda, ha spiegato che parlando di banda larga si deve distinguere tra infrastruttura e servizi. ''C'e' il tema del digital divide e di come si chiude. Ci vorrebbe poco – ha detto alla platea – quando ho sentito parlare degli 800 milioni di euro parte del piano Romani, se lo confronto con quello che ho sentito negli Usa, dove erano 7 miliardi di dollari, mi dico, perche' non troviamo

    800 milioni di euro per chiudere questo problema?''.

    Poi pero', ha aggiunto, c'e' problema delle reti di nuova generazione. ''Il tavolo con il viceministro Romani partira' – ha risposto al moderatore della tavola – pero' quando parliamo di queste cose parliamo di cose chiare, non si puo'

    genericamente dire 'facciamo le reti di nuova generazione'. Noi come Telecom diciamo: abbiamo un piano, investiremo circa 2,5 miliardi sulla rete d'accesso fissa, e siamo disponibili a collaborazioni sulle cosiddette infrastrutture passive. Il viceministro ha avuto una buona intuizione quando ha detto: non parliamo delle societa' delle reti, ma delle societa' delle infrastrutture. E noi su questo siamo pronti a dialogare''.

  • (ANSA) – MILANO, 7 GIU – Il governo convochera' a breve i quattro operatori di Tlc piu' importanti, Telecom, Vodafone, Fastweb e Wind, per discutere sul tema della rete di nuova generazione e ''proporremo di fare non una societa' della rete, ma una societa' delle infrastrutture di rete: ovvero mettere cavi doppi e fibra spenta, poi ognuno giochera' la sua partita''. Lo ha detto Paolo Romani, viceministro con delega alle Comunicazioni, intervenendo al convegno del Politecnico su 'Mobile content & Internet'.

    ''Possiamo fare moral suasion, e quasi per certi versi obbligare i quattro operatori a mettersi intorno a uno stesso tavolo, anche perche', alla fine, la rete deve e puo' essere una sola''.

    Il piano per la societa' della fibra presentato dagli operatori alternativi ''non e' bruttino'', ha commentato Romani, sottolineando soprattutto i costi di manutenzione inferiore della fibra rispetto al rame. ''E' ovvio che Telecom faccia resistenza, ma posso immaginare che con una proposta senza precondizioni, possa accettare di sedersi al tavolo'' ha sottolineato Romani.

    Dopo l'incontro avuto separatamente con ognuno degli operatori, il viceministro ha intenzione di convocarli a breve, ma una data non c'e' ancora. Telecom aveva gia' fatto sapere di essere disposta a discutere sul tema della rete per quanto riguarda le infrastrutture passive.

  • @Francesco: già, perché?

  • Ma non sarebbe meglio una strategia di sviluppo nazionale, tipo un consorzio? Perchè dobbiamo continuare a spendere molti soldi per servizi fallimentari?

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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