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Sicurezza dei documenti e Poligrafico dello Stato

Qual è il destino della Carta di Identità Elettronica (CIE), del Passaporto Biometrico, del Permesso di Soggiorno Elettronico? Sono documenti prodotti dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato SpA. Il Poligrafico è la società a capitale pubblico che gestisce, in regime di monopolio legale, la produzione dei documenti di sicurezza. Azionista unico è il Ministero dell’economia e delle finanze. Ebbene, sulle disfunzioni nella realizzazione e distribuzione di questi documenti digitali, interviene  – con una interrogazione a risposta scritta – il parlamentare Francesco Nucara.

Scrive Nucara che negli ultimi dieci anni e – soprattutto – negli ultimi sette mesi, “l’Istituto poligrafico e zecca dello Stato si è contraddistinto per una gestione che all’interrogante è apparsa opaca e autoreferenziale, che ha indotto a ripetute segnalazioni e interventi le autorità preposte al controllo delle società pubbliche, specificamente TAR Lazio, Consiglio di Stato, Corte dei conti, Autorità per la vigilanza sugli appalti pubblici”.

Ecco i casi segnalati dall’on. Nucara:

 

“Carta d’Identità Elettronica:

istituita fin dal mese di luglio 2000 con decreto ministeriale del Ministro dell’interno, indicata al tempo come il documento più evoluto sotto il profilo tecnologico per la presenza della banda ottica mutuata dalla green card americana, il progetto è miseramente fallito. Scontro di lobby, incertezze dell’apparato burocratico statale, immobilismo degli amministratori dell’istituto poligrafico e zecca dello Stato, l’interminabile contenzioso che ha accompagnato la gestione della Cie con l’intervento reiterato della giustizia amministrativa hanno determinato il blocco del progetto, fino al giudizio del Consiglio di Stato che ha condannato l’istituto poligrafico e zecca dello Stato al pagamento di ingenti penali. Tuttora il principale documento deputato del riconoscimento personale è fermo per incomprensibili motivi, per responsabilità condivise di strutture pubbliche. Il rinvio della sua emissione al 2011 appare un espediente per accantonare un problema che non ha soluzione; intanto, sempre più numerosi sono i cittadini italiani che hanno problemi alle frontiere a causa della cervellotica idea di prorogare un documento elettronico con una dichiarazione cartacea;

Permesso di Soggiorno Elettronico:

analogo destino subisce il Permesso di Soggiorno Elettronico, che da documento di massima sicurezza per il controllo dell’immigrazione e di contrasto alle possibili infiltrazioni terroristiche, progettato anch’esso con la tecnologia di sicurezza della green card americana, è stato inaspettatamente declassato, privato delle sue principali specifiche di sicurezza. È opinione diffusa che ora sarà molto più agevole modificare ed alterare i dati di questo essenziale documento per la sicurezza nazionale;

Permesso di soggiorno digitale

Passaporto Elettronico Biometrico:

le autentiche disavventure del Passaporto Elettronico Biometrico sono all’evidenza di tutti i cittadini, dato che dal 29 giugno 2009, termine fissato dalla Comunità europea, cercano invano, unici in Europa insieme ai cittadini bulgari, di ottenere il passaporto biometrico. Nonostante la concessione della proroga di un anno, ottenuta grazie alla mediazione del Ministro Frattini, che ha allontanato per ora anche la sanzione milionaria prevista per il mancato rispetto della scadenza comunitaria, non è affatto certo che il nuovo termine sarà rispettato. Anche sul progetto passaporto biometrico, affidato per privativa all’istituto poligrafico e zecca dello Stato, le vicende legali si sono sovrapposte alle questioni tecnologiche. L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha accertato reiterate violazioni del codice degli appalti pubblici (decreto legislativo n. 163 del 2006); i contratti di fornitura sono stati stipulati dall’istituto poligrafico e zecca dello Stato in contrasto con i principi di buona gestione e imparzialità della pubblica amministrazione nonché con quelli di economicità e correttezza relativamente alla scelta del contraente. Il Tar ha già deliberato in data 5 maggio 2010, accertando molteplici irregolarità dell’istituto poligrafico e zecca dello Stato e sanzionando al risarcimento dei danni che si prospettano milionari. Ciò tuttavia potrebbe non essere sufficiente a garantire il rispetto del nuovo termine del 29 giugno 2010 atteso che le questure rilasciano ad ora ancora passaporti con le vecchie macchine di emissione in dotazione”.


Questo blog si è occupato più volte di Carta di Identità Elettronica, Passaporto Biometrico e Permesso di Soggiorno Elettronico, sottolineando ritardi, errori e disfunzioni. L’eventuale risposta all’interrogazione dell’on. Francesco Nucara potrebbe fare finalmente un po’ di chiarezza.    

passaporto biometrico con impronte digitali

La Carta di Identità Elettronica è il simbolo dell'e-Government all'italiana


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  • Twelve Monkey's

    Piovono interrogazioni BIPARTISAN!!! Se dopo il PD anche la Lega attacca Tremonti, c'è proprio qualcosa che non va!

    ATTO CAMERA
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07830
    Dati di presentazione dell'atto
    Legislatura: 16
    Seduta di annuncio: 346 del 01/07/2010
    Firmatari
    Primo firmatario: POLLEDRI MASSIMO
    Gruppo: LEGA NORD PADANIA
    Data firma: 01/07/2010
    Destinatari
    Ministero destinatario:
    • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
    Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 01/07/2010
    Stato iter:
    IN CORSO
    Atto Camera

    Interrogazione a risposta scritta 4-07830
    presentata da
    MASSIMO POLLEDRI
    giovedì 1 luglio 2010, seduta n.346

    POLLEDRI. –
    Al Ministro dell'economia e delle finanze.
    – Per sapere – premesso che:

    la questione della sicurezza alle frontiere e l'azione di contrasto all'immigrazione clandestina, oltre che alla criminalità organizzata è, come è noto, al centro dell'azione del programma e dell'azione di questo Governo;

    gli strumenti di maggiore impatto in tale azione sono certamente i documenti di identificazione personale: il permesso di soggiorno elettronico e la carta di identità elettronica, che, per loro natura, devono essere dotati di alti livelli di sicurezza contro tentativi di falsificazione e contraffazione;

    per tale motivo, fin dalle fasi iniziali di sviluppo, sia il permesso di soggiorno elettronico che la Carta di identità elettronica sono stati dotati di tecnologia basata su banda a memoria ottica, giudicata dalle autorità italiane competenti – AIPA, CNIPA e CNR – come soluzione più sicura al mondo;

    non a caso, fin dal 1998, gli USA hanno scelto la banda a memoria ottica quale soluzione di base per la green card, distribuita a oltre 30 milioni di immigrati. L'amministrazione americana ha da poco tempo riconfermato la scelta iniziando la distribuzione, durante il mese di maggio 2010, della nuova green card con tecnologia ancora basata sulla banda a memoria ottica;

    in Italia questi documenti sono gestiti in regime di monopolio legale dall'Istituto poligrafico e zecca dello Stato spa, società a completa partecipazione statale, avendo quale unico azionista il Ministero dell'economia e delle finanze; dall'inizio del 2010 l'Istituto poligrafico ha distribuito circa settecentomila permessi di soggiorno elettronici con banda ottica;

    dal mese di maggio 2010 la banda a memoria ottica è sparita dal permesso di soggiorno elettronico, nonostante la legge n. 43 del 2005 riconosca proprio all'Istituto poligrafico un ruolo primario nella gestione dei documenti di sicurezza e nonostante il consistente budget di spesa dell'Istituto poligrafico per attività di consulenza, come accertato dall'ultima relazione della Corte dei Conti;

    ciò rappresenta di fatto un grave depotenziamento del documento più importante nella lotta all'immigrazione clandestina;

    in realtà, a più riprese, fin dal 2008, la Commissione europea ha sollecitato gli Stati membri ad utilizzare, per il rilascio del permesso di soggiorno, nuove tecniche di inserendo espressamente tra queste la tecnologia della banda a memoria ottica -:

    se tale decisione sia stata attentamente valutata dall'Istituto poligrafico, sotto il profilo della sicurezza tecnologica, e se le conseguenti decisioni non creeranno, viceversa, un alto rischio nella sicurezza nazionale;

    quali siano i motivi che hanno indotto l'Istituto poligrafico a definire soluzioni non conformi alle decisioni dei massimi esperti italiani in tema di sicurezza e di anticontraffazione;

    se sia stato valutato adeguatamente il rapporto costo/prestazioni offerto dalla banda a memoria ottica rispetto alle tecnologie residuali del permesso di soggiorno elettronico ora prodotto;

    quali iniziative intenda adottare per scongiurare il paventato rischio di un preoccupante aumento delle falsificazioni con il nuovo permesso di soggiorno elettronico. (4-07830)

  • Nemo

    ATTO CAMERA
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02776
    Dati di presentazione dell'atto
    Legislatura: 16
    Seduta di annuncio: 309 del 20/04/2010
    Firmatari
    Primo firmatario: GRAZIANO STEFANO
    Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
    Data firma: 20/04/2010
    Commissione assegnataria
    Commissione: I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI)
    Destinatari
    Ministero destinatario:
    MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
    Stato iter: IN CORSO

    Fasi iter:
    MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 20/04/2010

    Atto Camera

    Interrogazione a risposta in Commissione 5-02776
    presentata da
    STEFANO GRAZIANO
    martedì 20 aprile 2010, seduta n.309

    GRAZIANO. – Al Ministro dell'economia e delle finanze.- Per sapere – premesso che:

    nell'ambito del documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) per gli anni 2010-2013 è favorevolmente valutata la concreta possibilità di privatizzare l'Istituto poligrafico e zecca dello Stato, società pubblica di totale proprietà del Ministero interrogato;

    la recente decisione del Ministero di intervenire sul sistema gestionale dell'Istituto, sostituendo l'amministratore delegato pro-tempore e l'intero consiglio di amministrazione, si inscrive nella prospettiva premessa, allo scopo di rilanciare lo sviluppo del «core business» delle produzioni di sicurezza in monopolio legale affidato all'Istituto, in primo luogo della carta d'identità elettronica, dei documenti di sicurezza, quali il passaporto biometrico e i permessi di soggiorno elettronici, e delle privative legali, come la Gazzetta Ufficiale;

    tuttavia, la mission affidata dal Ministero all'Istituto in questione, insieme con altre società pubbliche, di realizzare la carta di identità elettronica non sembra decollare, anche per motivi di autoreferenzialità e connotazioni di opacità dell'amministrazione. Vicende legali, procedure burocratiche, difficoltà di collaborazione tra le società pubbliche che dovrebbero rilanciare il progetto, difficoltà di aggiornare le tecnologie della carta ai nuovi standard internazionali delle «citizen card», evolutisi dopo l'entrata in vigore dei nuovi passaporti elettronici, contribuiscono al blocco del documento;

    una dimostrazione della fase di stallo attuale è data dall'istituzione di una Commissione di studio presso il Ministero dell'interno per rinnovare la carta di identità elettronica, ad avviso dell'interrogante, di impronta burocratica, rimasta praticamente sulla carta;

    numerose sono altresì le segnalazioni giunte all'interrogante, concernenti i problemi di validità e riconoscimento della stessa. L'abbinamento carta elettronica-certificato di proroga cartaceo, rilasciato dal comune, non sarebbe gradito alle frontiere e negli aeroporti e non è ritenuto valido per l'espatrio, anche verso Paesi diversi da quelli indicati dalla circolare n. 27 del 4 dicembre 2009 del Ministero dell'interno;

    la carta d'identità elettronica rischia pertanto di subire la stessa sorte del nuovo passaporto biometrico, in vigore dal 29 giugno 2009, ma oggetto di contenzioso dinanzi agli organi di giustizia amministrativa e non disponibile in Italia, unico Stato membro europeo, neppure nel corso del 2010;

    l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha reso nota, con apposita delibera, la conclusione del procedimento relativo alla realizzazione del passaporto elettronico, del permesso di soggiorno elettronico e della carta d'identità elettronica. Quanto ai primi due, l'Autorità ha accertato che l'Istituto poligrafico e zecca dello Stato ha gestito in difformità dal codice degli appalti, decreto legislativo n. 163 del 2006, i relativi contratti, la gestione complessiva degli appalti avvenendo con affidamenti diretti ad imprese selezionate senza procedura ad evidenza pubblica e in contrasto con i principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, nonché con quelli di economicità e correttezza relativamente alla scelta del contraente. Quanto alle modalità di gestione della carta d'identità elettronica e alle gare pubbliche indette dall'istituto per l'approvvigionamento delle attrezzature e per la prestazione dei servizi correlati, l'Autorità ha preso atto del comportamento illegittimo dell'Istituto, il quale ha provveduto a sciogliere anticipatamente una società mista appositamente costituita (Innovazione e Progetti), a seguito di pronunce della giustizia amministrativa in assenza di motivazioni sul concreto interesse pubblico e non tenendo conto delle spese effettuate per l'attuazione del progetto;

    analoghe considerazioni possono essere espresse in relazione alla gestione della Gazzetta Ufficiale, in mano ad una società privata, anche in considerazione delle preoccupazioni dei dipendenti dell'Istituto, in presenza di mobilità del relativo personale -:

    se ritenga necessario e urgente intervenire nel quadro delle sue competenze relativamente alla gestione dell'Istituto poligrafico e zecca dello Stato, per sbloccare la situazione che impedisce al nostro Paese di avere una carta d'identità elettronica sicura, non falsificabile, in linea con gli aggiornati standard delle «citizen card» internazionali, e se ritenga necessario intervenire per mettere fine a quello che all'interrogante appare un evidente abuso della privativa legale che assegna all'Istituto poligrafico e zecca dello Stato la stampa e la gestione della Gazzetta Ufficiale, le cui «sorgenti» dei testi sono in mano ad una società privata. (5-02776)

  • Carta Cantorum

    @ Stufo Marcio: pensa che per la sicurezza della lettura dei passaporti elettronici, il Poligrafico sta adoperando dei chip cinesi perchè fa le gare a ribasso, e per la gestione delle chiavi di accesso all'area estesa (quella con le impronte "in chiaro") ci affideremo ad un server coreano o giù di lì.

    @ Vica: ti faccio una domanda, anche se la risposta è già nel tuo post.

    Perchè hanno eliminato la banda a memoria ottica dichiarando che costava troppo ed il prezzo dei permessi di soggiorno non è calato?

    @ TMA: In un paese dove un Bin Laden può chiedere il permesso di soggiorno alle Poste a nome di Mickey Mouse e, prima che vengano operati i controlli del caso, può circolare con la ricevuta delle Poste, a che servono i documenti sicuri?

    Ormai gli unici a cui può giovare un documento sicuro sono i legittimi titolari, per difendersi dalle frodi e furti di identità.

    Purtroppo avete ragione … ora dormiamoci sopra.

  • Stufo Marcio

    Ma ci stupiamo? In un paese in cui la biometria viene vista (dagli organi competenti) come il diavolo?

    Come si può pretendere che passi una cosa come il passaporto biometrico quando per decisione del Garante della Privacy "la biometria è illegale per la rilevazione della presenza sul posto di lavoro". Unico paese al mondo, tra l'altro. E nemmeno per un problema di sicurezza (con il template on card non ci sono pericoli) ma per un problema di "dignità della persona". A prescindere che il Garante non dovrebbe esprimersi su problemi etici, ma ha praticamente ammesso che è più etico e dignitoso l'assenteismo.

  • Vica

    Senza volere essere "dietrologi" a tutti i costi la situazione inquietante in materia di documenti elettronici, soprattutto i permessi di soggiorno,richiede una qualche spiegazione: o siamo amministrati da una cricca di incapaci, il che conferma le nostre brillanti tradizioni di ritardi e inefficienze; o a qualcuno "giova" che le minacce alla sicurezza siano sempre più alte, al fine di gestirle con manovre politiche di pseudo contenimento; o c'è sotto qualcosa di più venale e tipico del costume italico (in questo caso – come negli edifici che crollano non essendo stato usato il giusto titolo di cemento perchè magari l'appaltatore ha dovuto pagare una tangente – la magistratura dovrebbe metterci il becco…)

  • Twelve Monkey's

    C'era un vecchio film con Bruce Willis in cui lui passava per matto…

    Quello che sta succedendo in Italia è surreale quanto "l'esercito delle 12 scimmie", dal prolugamento di validità della carta di identità cartacea al fermo sull'emissione dei passaporti elettronici, passando per l'adeguamento del Permesso di Soggiorno Elettronico a regole tecniche del 2002 che lo privano degli essenziali elementi di sicurezza (ne esistono di nuove, già in vigore dal 2009).

    Un osservatore attento e magari straniero potrebbe ipotizzare che in Italia non si vogliono documenti sicuri, anti contraffazione ed in grado di contrastare minacce come il terrorismo, l'immigrazione clandestina e la criminalità organizzata.

    A noi piace avere la carta di identità con la fotografia che si scolla, per mettercene una diversa, il permesso di soggiorno di plastica, al pari della patente, così che si possa riprodurre in migliaia di esemplari da rivendere a 1000 euro, con casi in cui si è arrivati a 12.000 euro.

    Ci piace anche avere una carta di identità elettronica, inutile in Italia perchè non vi sono servizi fruibili al cittadino (se non rarissimi casi) e rinnovabile con un certificato in carta semplice che ne impedisce l'uso all'estero, come documento di viaggio che non è più riconosciuto in moltissimi Stati limitrofi e non.

    L'insoddisfazione è bipartisan!
    Poco più di un mese fa l'On. Gasbarri del PD lamentava più meno le stesse cose con l'interrogazione al min. Maroni del 27 aprile u.s. (http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/43508)

    Gasbarri se la prende con i body scanner inutilmente costosi se poi i nostri documenti sono falsificabili e con il declassamento del permesso di soggiorno a "pezzo di plastica", ricordando che perfino l'amministrazione USA di Obama è intervenuta sul caso direttamente con il ministro Maroni, ma senza alcun effetto.

    Non è stimabile il numero di documenti falsi o contraffatti in circolazione sul territorio italiano, anche se si evince che sono centinaia di migliaia di esemplari che, se immessi "sul mercato" a migliaia di euro cadauno, formano una fonte di sostentamento per la criminalità senza precedenti.

    Recentemente 300 documenti falsi intercettati solo ad Orio al Serio, ma anche 4.000 carte di identità rubate in bianco in Prefettura ad Imperia (un colpo da oltre 4 milioni di Euro …!) (http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=9294608)
    e possiamo continuare così fino ai campi rom con le stamperie clandestine o citare l'attentato alla caserma dei Carabinieri a Milano, dove poi si è scoperto che i documenti (cartacei) dei terroristi erano falsi, come altre 7000 pratiche fasulle, documenti prodotti proprio dalle parti di Milano dalla cartiera di un cognato di Sindona (http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_novembre_18/terrorismo-bomba-caserma-perrucchetti-game-documenti-1602026655203.shtml).

    E potrei continuare fino a farvi contare centinaia di migliaia di documenti falsi o rubati in bianco, con il record … a Napoli e comuni limitrofi, con oltre 70.000 CI autentiche trafugate "in bianco" negli ultimi anni.
    Magari la prossima volta.

    Scusatemi lo sfogo… ma sono milioni di Euro che lo Stato spende di indagini, forse, e di sicuro tanti soldi alla malavita organizzata.

    Saluti e buon blog, uno dei più sani e liberi che abbia mai letto.

    TMA

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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