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Volare all’idrogeno con Rapid 200-Fc

Durante le prove, realizzate a fine maggio, l’aereo è rimasto in volo fino a 40 minuti e ha raggiunto una velocità di 145-150 chilometri orari. Il Rapid 200-Fc  non va a petrolio, bensì a idrogeno. Energia pulita, che non inquina. E’ il primo velivolo al mondo alimentato a idrogeno, frutto della ricerca coordinata dall’ingegnere Giulio Romeo, del  Dipartimento di Ingegneria Aeronautica e Spaziale del Politecnico di Torino.

Questo “grande passo avanti nell’aeronautica italiana ed europea – dice Romeo all’ADNKRONOS – è stato reso possibile dal gruppo di lavoro composto da Gabriel Correa, Fabio Borello, Marco Pacino, Denny Chiono, Gianni Maffi e dall’abilità del pilota sperimentatore, Comandante Marco Locatelli, con l’assistenza tecnica dell’importatore italiano della Skyleader – ‘T&T Ultralight’.

L’aereo ha un’apertura alare di circa 10 metri, ha un sistema propulsivo da 40 kW interamente elettrico e la potenza all’elica è fornita da celle a combustibile da 20kW ad idrogeno gassoso.  Per garantire la sicurezza delle operazioni di volo, l’aeroplano dispone di una seconda fonte di energia, costituita da un pacco batterie ai polimeri di Litio da 20 kW, in grado di garantire potenza supplementare o alternativa durante il decollo e la salita iniziale.

Rapid-200-Fc (foto Giulio Romeo)

L’alimentazione del motore elettrico, infine, avviene tramite generazione di corrente ad alto potenziale in un sistema di ionizzazione e ri-combinazione dell’idrogeno (Pem) che ha come prodotto finale 100-110 Amps di corrente elettrica a 200-240 V, più vapori d’aria e acqua emessi a temperatura ambiente. Un’eccezionale e sofisticata elettronica di potenza è stata sviluppata dalla Ditta Mavel srl, per garantire l’erogazione di 40 kW di potenza, necessaria al decollo, riuscendo nel difficile compito di contenere pesi e ingombri.

L’obiettivo, dice Romeo, è “costruire un aeroplano funzionante ad idrogeno sfruttando al meglio la tecnologia ‘a celle di combustibile’ attualmente disponibile, in grado di collegare le città in volo eliminando totalmente l’impatto ambientale, ovvero a Zero CO2″.

Il velivolo ed il sistema elettrico ed energetico sono stati sviluppati su progetto di Giulio Romeo, e messi a punto dalle dieci enti ed aziende coinvolte nel progetto ‘Enfica Fc’ (ENvironmentally Friendly Inter City Aircraft powered by Fuel Cells) della Comunità Europea. Il team è costituito dal Politecnico di Torino (Capofila, Progetto del velivolo modificato e prove e sperimentazione di volo), Skyleader (Cz) (realizzazione del velivolo), Intelligent Energy (Uk) (progettazione e realizzazione delle Fuel Cells a idrogeno), APL (Uk) (ha curato i serbatoi e l’alimentazione d’idrogeno ad alta pressione), Mavel Elettronica (progettazione e realizzazione di inverter e controllo elettronico della potenza), Università di Pisa (prove in laboratorio del sistema elettrico).

Al progetto partecipano anche Israel Aircraft Industry, Universite’ Libre de Bruxelles ed Evektor (Cz) per lo studio di fattibilità Aereo Inter-City, cioè ricerche di tipo più teorico che puntano a utilizzare concretamente in futuro i propulsori ad inquinamento zero per equipaggiare velivoli del segmento regional o intercity da 20-30 passeggeri.

Il progetto Enfica-Fc e’ stato selezionato dal comitato di programmazione aeronautica e spaziale della Comunità Europea tra  centinaia di altri programmi presentati. Il costo del progetto è di 4.5 milioni di euro di cui 2.9 finanziati dalla Commissione Europea.

Nei prossimi giorni, il gruppo di lavoro tenterà di aumentare il record mondiale di velocità e di durata dei velivoli elettrici a idrogeno.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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