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Facebook: più trasparenza anche per le applicazioni esterne

Gli amici di Facebook sono buoni e cari, ma spesso spediscono biglietti di auguri e altre stramberie che, per essere letti, costringono l’utente a dare il proprio consenso ad applicazioni esterne. Cosa succede quando si da l’ok? Quali e quanti dati personali, da quel momento,  diventano accessibili a chissà chi? Prendiamo il caso di JibJab, sito web interattivo per scambiare gli auguri.  Dopo aver aderito all’invito, l’applicazione divora foto e date dei compleanni degli amici, i quali – a loro volta – non sanno di essere finiti in questo calderone. Insomma, la privacy – non solo la propria – va a farsi benedire. Adesso, per fortuna,  si cambia.

Dopo essere stato costretto da numerose Authority nazionali per la riservatezza dei dati personali a cambiare i criteri delle impostazioni personali,  il guru di Facebook, Mark Zuckerberg, ha dovuto ingoiare quest’altra pillola amara (per il suo business).

Le applicazioni esterne ospitate da Facebook – giochi, quiz e pagine web – dovranno esplicitamente chiedere l’autorizzazione indicando quali sono i dati, non compresi nel profilo pubblico, di cui avranno bisogno per funzionare .

La notizia è stata diffusa dal blog ufficiale di Facebook. E’ un passo importante, per evitare la deriva più pericolosa del social network, cioè la fuga di informazioni personali senza l’autorizzazione degli utenti.

Pubblicato da RG

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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