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Certificati di malattia da iPhone: togliersi Brunetta dallo stomaco non ha prezzo

Caro medico di famiglia, so che per te è un momento duro. Alle incombenze di sempre si è aggiunto l’onere di spedire i certificati di malattia per via telematica. Una bella cosa, in un paese normale, con le autostrade digitali a banda larga e un efficiente sistema di eGovernment. Tempi rapidi, meno carta, meno burocrazia, più efficienza sono però meri slogan, quando il sistema si inceppa, e si perde tempo prezioso davanti al computer, in attesa che torni a funzionare. Ai medici provvisti di iPhone suggerisco una scappatoia. Si chiama iMedCertificati. E’ vero, costicchia un po’, 9,99 euro, ma – come dice la pubblicità, togliersi Brunetta dallo stomaco non ha prezzo.

Come funziona l’applicazione? Innanzitutto il medico deve essere registrato al “SistemaTS”. Ormai è obbligatorio. Si deve andare alla ASL di competenza per ritirare userID, password e PINcode. L’applicazione è perfettamente compatibile con le specifiche tecniche del Ministero dell’Economia e Finanze per l’invio dei certificati telematici.

Dopo l’installazione (pochi secondi), iMedCertificati carica il database anagrafico degli assistiti, con backup automatico.

Le opzioni per aggiungere, eliminare e modificare la lista dei pazienti iscritti sono a prova di analfabeta digitale.

Le credenziali di accesso al “SistemaTS si possono salvare ed eliminare di volta in volta, per tutelare la privacy degli assistiti.

I campi per inserire le informazioni sono chiari e inequivocabili, dunque è difficile commettere errori.

Quando il certificato è compilato, l’invio è immediato e automatico. Tramite iTunes ci si collega al server dell’INPS e il gioco è fatto. Se il server è intasato, c’è l’opzione di invio tramite e-mail o SMS, sempre dall’iPhone.

Nei prossimi giorni, senza spendere altri soldi, l’applicazione sarà aggiornata con la possibilità di importare i database degli assistiti dai più diffusi software di gestione degli studi medici e correggere o rettificare i certificati già spediti.

L’applicazione si scarica qui e poi si trasferisce su iPhone con la sincronizzazione via iTunes oppure direttamente dal dispositivo, cliccando su App Store.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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