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Traffico: a San Francisco il parcheggio è smart con SFpark

Gira e rigira alla ricerca di un parcheggio libero partono i nervi, si consuma inutilmente carburante, si intasano le strade e si inquina di più. Hai voglia a fare il fico, il green. In attesa delle città ecosostenibili –  quando avremo trasporti pubblici efficienti, automobili non appestanti, carburanti alternativi, piste ciclabili, park&ride capillari e tutto l’armamentario alternativo – l’amara realtà è questa. Non è dunque la soluzione ai mali urbani, quella proposta dall’amministrazione comunale di San Francisco, ma aiuta. Si chiama SFpark e serve a trovare un posto libero con lo smartphone.

Il funzionamento è semplice. Migliaia di parcheggi dotati di sensori wireless incorporati nella pavimentazione, che raccolgono istante per istante le informazioni sulla disponibilità di posti liberi e le trasmettono al sistema centrale. Basta installare l’applicazione gratuita sull’iPhone (presto anche sugli smartphone Android) e il gioco è fatto. La mappa animata indica il percorso da seguire per raggiungere il parcheggio. Si paga inserendo il bancomat o la carta di credito nella fessura del parchimetro.

Il sistema centrale determina di volta in volta anche il costo del parcheggio, in base alla legge della domanda e dell’offerta. Se un parcheggio è meno appetibile (perché più decentrato) e dunque ha più posti a disposizione, costa meno. Si paga più o meno anche in base al momento. Le ore di punta sono quelle più care.

La sperimentazione di SFpark durerà fino all’estate del 2012. Se i risultati saranno convincenti, il sistema sarà esteso a tutta la città e potrebbe essere adottato nel resto degli Stati Uniti.

 

 

Non mancano le polemiche, come sempre accade quando si cerca di mettere una pezza ai problemi del traffico. C’è chi dice che consultare lo smartphone mentre si guida è pericoloso. Si rischiano incidenti. La risposta è ovvia. Ci si ferma un attimo, si cerca il posto e poi si riparte. Altri criticano il denaro speso. Venti milioni di dollari, a quanto pare. La risposta è: se ne spendono molti di più in intasamenti, carburante sprecato e ambiente saturo di gas di scarico e polveri sottili.

Dall’avvio della sperimentazione, l’applicazione per iPhone è stata scaricata da dodicimila cittadini. E siamo soltanto all’inizio.

 

 

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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