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Smartphone e tablet da combattimento

Il Wall Street Journal fa sapere che lunedì prossimo l’esercito statunitense comincerà a testare l’eventuale uso bellico di smartphone e tablet Apple e Android. Le prove si svolgeranno presso il White Sands Missile Range, nel New Mexico, e nel vicino Fort Bliss, in Texas.  I soldati del Combat Team della Seconda Brigata (Prima Divisione Corazzata) metteranno a dura prova iPhone, iPad e altri dispositivi mobili nelle condizioni estreme del deserto roccioso. Finora US Army ha investito circa 4,2 milioni dollari nello sviluppo di applicazioni militari e nello studio della tecnologia degli smartphone.

Cosa ci faranno, i soldati, con smartphone e tablet? Potranno osservare lo streaming video da una telecamera di sorveglianza o da un drone che sorvola “zone calde”, ad esempio. Ricevere informazioni criptate da un database remoto, segnalare la posizione esatta dei feriti per il rescue e trasmettere dati sulle loro condizioni.

C’è poi l’applicazione SoldierEyes per la navigazione dettagliata – con Realtà Aumentata – sul terreno delle operazioni, con le indicazioni dei target.

I dispositivi mobili possono essere usati anche per rilevazioni biometriche (impronte digitali, scansione dell’iride) delle persone fermate ai posti di blocco, in modo da facilitarne l’identificazione.

In tutto sono una novantina le applicazioni da testare, prodotte da terze parti o sviluppate dagli arechitetti digitali dell’esercito.

Il vantaggio è indubbio. Tablet e smartphone costano molto meno dei dispositivi oggi in uso, e poi pesano poco. C’è da risolvere il problema dell’autonomia delle batterie e dell’ampiezza di banda, per consentire un costante e veloce flusso di dati. Saranno sperimentati caricatori solari, micro fuel cells e robusti sistemi di rete a prova di intrusione.

 

 

Fonte: Wall Street Journal

 

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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