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Un vulcano on line la nuova Costituzione islandese

Nel paese dei vulcani dal nome impronunciabile ribolle il magma della democrazia partecipata. La nuova carta costituzionale dell’Islanda si sta scrivendo in parte su internet, sui social network. Dei 320mila cittadini, due terzi hanno un profilo Facebook, ed è lì che il lavoro della Commissione Costituzionale viene vagliato, discusso, integrato, modificato. ”Credo che questa sia la prima volta che una Costituzione viene stilata praticamente attraverso internet”, ha detto al Guardian Thorvaldur Gylfason, membro della Commissione Costituzionale. ”L’opinione pubblica può così assistere alla nascita del nuovo documento. E’ un procedimento molto diverso rispetto ai vecchi tempi, quando i padri costituenti preferivano rinchiudersi in un luogo fuori mano, privo d’influssi esterni”.

Al lavoro per la nuova Costituzione islandese

L’Islanda ha preso una grossa batosta dalla crisi economica, che ha azzerato banche e istituzioni. Il paese è stato costretto a ripartire da zero e dunque da una nuova Costituzione. Quella ancora in vigore risale al 1944, anno dell’indipendenza dalla Danimarca. La Costituzione islandese è una fotocopia di quella danese, con qualche aggiustamento indispensabile (ad esempio la parola presidente al posto di re).

Il coinvolgimento dei cittadini – con il crowdsourcing in rete  – è cominciato l’anno scorso, quando al forum 950 cittadini sono stati scelti a caso per partecipare a una giornata di dibattito sulla futura Costituzione. Se la commissione la spunta, la nuova carta, pronta entro luglio, verrà sottoposta a referendum confermativo senza correzioni da parte del Parlamento, l’Althing.

Dibattito in corso….

L’idea di base è rivoluzionaria: coinvolgere i cittadini all’inizio e non alla fine, con il referendum confermativo. Il risultato, dice Thorvaldur Gylfason, ha superato le aspettative. ”C’è molto entusiasmo per quello che stiamo cercando di fare, i cittadini hanno aggiunto parecchio al nostro dibattito: i commenti sono stati d’aiuto e hanno avuto un effetto positivo”.

Gylfason, che insegna economia all’Università di Reykjavík, ha aggiunto che la nuova costituzione introdurrà nuovi controlli e responsabilità per il Parlamento, con misure di separazione dei poteri per evitare una nuova Grande Crisi. In più saranno profondamente rivisti i criteri d’elezione dei deputati e di nomina dei giudici.

Va detto che il Consiglio Costituzionale islandese ha anche un account Twitter, una pagina su YouTube che ospita tutti i discorsi, e un account Flickr con le foto dei venticinque consiglieri. Le riunioni del Consiglio sono aperte al pubblico e trasmesse in diretta sul sito web e sulla pagina Facebook.

Fonti: Ansa, Guardian, Consiglio Costituzionale dell’Islanda.

 

PS. Reykjavik, 22 ottobre 2012 – Gli islandesi hanno approvato la bozza di Costituzione, messa a punto da 25 cittadini e con i suggerimenti dal web dopo il default politico ed e economico che nel 2008 aveva minacciato le fondamenta della sovranita’ del Paese. Il referendum non era vincolante, ma i 237.000 che hanno votato (poco piu’ del 49% degli aventi diritto) ha ritenuto la bozza una buona base per la legge che sara’ definita e’ approvata dal Parlamento, chiamato a tener conto anche di alcune precise indicazioni fornite dagli elettori: l’80%, ad esempio, ritiene che tutte le risorse naturali non
ancora privatizzate restino pubbliche mentre il 57,5% e’ per il mantenimento di una chiesa nazionale. “Sono soddisfatta del risultato”, ha detto il primo ministro, “si tratta di una grande vittoria della democrazia”.


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da RG

  • andreabitonto

    Dovreste leggere i MOTIVI che hanno portato alla nuova costituzione (che nell’articolo sono velatamente rimossi, con un raqpido accenno alla necessità di evitare una nuova crisi):

    questo il link:
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=lngt5kVD4PA

    Buona visione

    • velatamente rimossi? Che dici, c’è un link che porta alle notizie sui motivi della crisi, come usa fare quando si scrive per il web…il mio post è volutamente incentrato sull’uso democratico del social network…

  • Pingback: Costituzione Islandese « Idee in Rete()

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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