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Se le liberalizzazioni sono queste

Liberalizzazioni, vendita dei beni dello Stato, privatizzazioni, dismissioni. Sfogli i giornali, ascolti la radio, vedi i tiggì, leggi i blog e non si parla d’altro. La panacea per tutti i mali da crisi. Poi sabato 20 agosto, vai sulla pagina trenta della Repubblica, quella delle lettere, e ti cade l’occhio sul titoletto “Disagi agli utenti dal monopolio Telecom”.

 

Scrive il lettore Sergio Nasi, imprenditore: “La mia azienda ha attivato presso le abitazioni dei propri collaboratori una decina di utenze Adsl Fastweb tramite il servizio Microimpresa.

A fine giugno, in vista di un cambio di domicilio, ho inviato la richiesta per il trasloco della mia linea e Fastweb mi comunica che Telecom (notoriamente proprietaria delle rete e quindi delegata alla manutenzione tecnica) mi contatterà per fissare l’intervento.

Nonostante numerosi solleciti, nessun tecnico si è presentato all’appuntamento concordato.

 A nulla valgono reclami e lamentele: Fastweb può solo rispondere che solleciterà Telecom per la quarta volta, mentre il povero utente rimane alla mercé dell’ex monopolista della rete telefonica italiana”.

Ex monopolista? Vado su Wikipedia a rispolverare la memoria. C’è scritto che “…Sotto la presidenza di Guido Rossi, il 20 ottobre 1997 viene attuata dal governo la privatizzazione della società: dalla vendita del 35,26% del capitale si ricavano circa 26.000 miliardi di lire. La privatizzazione, che comporta la quasi totale uscita del Ministero del Tesoro dall’azionariato Telecom, viene realizzata con la modalità del cosiddetto nocciolo duro: si vende cercando di creare un gruppo di azionisti che siano in grado di farsi carico della gestione della società. A conclusione dell’OPV (Offerta pubblica di vendita), le azioni vengono collocate a 10.902 lire; il 27 ottobre 1997 Telecom Italia privatizzata viene scambiata sulla Borsa Italiana”.

Più in là si legge, sempre su Wikipedia: “…Lo scorporo della rete permetterà l’ingresso facilitato a tutti i nuovi operatori alternativi nella telefonia fissa e internet”.

 

Dunque, sono quattordici anni che Telecom è stata privatizzata e non è più monopolista.

Se sono questi, gli effetti delle privatizzazioni/liberalizzazioni/vendita dei beni dello Stato/dismissioni, stiamo freschi. In attesa dell’intervento di Agcom…

 


Twitter: @pinobruno

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  • Pietro Capitano

    Purtroppo in questo Paese non esistono solo monopolisti, ma anche dittatorialisti in valutazione che ogni persona agisce secondo convenienza.
    Lo sfogo, riguarda Telecom Italia, chiami il 187, ti forniscono tutte le informazioni per l’allacio della linea telefonica con ADSL compresa, ti forniscono il numero di telefono, ti promettono l’allaccio entro pochi giorni, ti contattano, ti fissano gli appuntamenti, ma alla fine hai perso solo del tempo. Sono trascorsi circa tre mesi e qualcuno ti ha proposto: comprati il filo che ti allacciamo la linea.
    Ci mancano le coppie!!! Ora dobbiamo entrare anche nel linguaggio tecnico di Telecom Italia, ogni Azienda ha il proprio; stiamo diventando davvero un popolo di acculturati. Ora mi domando: nel terzo millennio, per pochi metri, sussiste veramente il problema di allaccio di una linea telefonica? Ebbene si, le linee fisse non ci portano vantaggi, occupiamoci solo della telefonia mobile.
    E se parecchi facessero un pensierino per cambiare gestore, che introiti sarebbero riservati per Telecom Italia?

  • Pino, non vorrei sbagliare, ma a me risulta che sull’ultimo miglio Telecom sia ancora monopolista, ed e’ proprio questo il problema lamentato in quella lettera… per fare un allaccio di una utenza bisogna per forza passare per la Telecom.

    • E infatti! Sono i paradossi delle liberalizzazioni/privatizzazioni all’amatriciana

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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