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YouTube va a scuola. Lasciatelo entrare

Ero al liceo, negli anni delle epiche esplorazioni lunari delle sei missioni Apollo. Ci sarebbe piaciuto, assistere in diretta a qualche allunaggio, ma nella mia scuola non c’erano televisori e il preside considerò comunque eversiva e inutile la nostra richiesta. “Pensate a studiare”, disse ai nostri rappresentanti. Più tardi, negli anni 80, qualche docente con spirito pionieristico, guardato con sospetto dai colleghi, portava a scuola i VHS didattici. Documentari per lo più noiosi e sgranati. Oggi, grazie a YouTube EDU, sono a disposizione gratuitamente centinaia di migliaia di video.

Lezioni di professori prestigiosi, animazioni multimediali. Scienze, storia, lingue, letteratura, matematica, geografia e chi più ne ha ne metta, con partner del calibro della Smithsonian, TED , Steve Spangler Science e Numberphile (In Italia c’è un canale ufficiale della Bocconi). Raccontare l’alfabeto aiutandosi con uno di questi video o insegnare cosa sono elettricità e magnetismo (due esempi tra migliaia) è opportunità da non perdere.

Certo, c’è anche un problema di dispersione, di difficoltà di ricerca. Come selezionare e scegliere in questo mare magno a disposizione? SuYouTube per scuole è stato sviluppato un ambiente di rete che gli amministratori della scuola possono attivare per concedere l’accesso solo ai contenuti educativi. Gli insegnanti possono scegliere tra le centinaia di migliaia di video su YouTube EDU.

Con l’aiuto di molti insegnanti sono state create già 300 playlist per argomento – Matematica, Scienza, Studi Sociali e Arti, lingua inglese – e grado di istruzione.

YouTube invita le scuole a proporre playlist da condividere. Ci si iscrive cliccando su questo link. YouTube parla soprattutto inglese, ma c’è molto materiale di buona qualità in italiano. Si tratta di scovarlo e indicizzarlo. Ecco un compito che può essere affidato anche agli studenti più in gamba.

 

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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