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A me mi ha spiato l’FBI

Anche a me mi ha spiato l’FBI. Mica solo ai VIP come Steve Jobs. Quelli spiano tutti, a strascico, poi tirano su la rete e vedono che pesce sei. Era il 1960, c’era ancora il mitico J. Edgar, altro che i mollaccioni che ci stanno oggi. Io ero cresciuto a cozze tarantine veraci e allievi crudi e tiravo il virruzzo[1] , figuratevi se non li sgamavo[2], quei due sbirri vestiti come nei film dei gangster che vedevamo la mattina alla tivù quando c’era la Fiera del Levante.

Mi seguivano dappertutto. Erano lì quando entravo e quando uscivo dalla Carlo del Prete. Ci avevamo i bachi da seta, ci avevamo a scuola elementare. Ci stavano gli alberi di gelso nel giardino, e noi allevavamo i bachi da seta. Portavamo le foglie di gelso nelle grandi aule dell’allevamento e le facevamo mangiare ai bachi. Quelli crescevano e poi diventavano crisalidi e farfalle e se ne volavano via. A noi ci lasciavano i bozzoli dorati.

L’FBI voleva sapere tutto, dei nostri bachi. Erano cinesi! E in Cina ci stava Mao Zedong, che allora si chiamava Mao Tse Tung, un pericoloso comunista. Ora, a J. Edgar, si sa, i comunisti gli stavano proprio sulle balle. Li vedeva dappertutto. Per questo aveva sguinzagliato i suoi agenti speciali. E’ arcinoto che i bachi da seta sono cinesi. Lo sapeva pure Marco Polo.

 

John Edgar Hoover, capo dell'FBI, nel 1961

Ora, lui – J. Edgar – pensava che nelle zampette dei bachi che allevavamo ci stavano i microfilm con le pagine del Libretto Rosso, e che noi scolari potevamo indottrinarci, invece di leggere il libro Cuore. Anche Franti, si sa, era comunista, ma nel libro era un perdente, e invece Mao la rivoluzione l’aveva fatta e vinta.

Jim e John, così li avevamo soprannominati i due americani dell’effebiai,  si travestivano anche da bidelli, per entrare nelle aule dell’allevamento. Così un giorno, per fare uno scherzo, infilammo i tricchettracche[3] nei bozzoli, quelli scoppiarono mentre loro li stavano fotografando e ci fu l’ambaradan[4].

Jim e John chiamarono i carabinieri e il direttore della scuola. Quello, ex repubblichino, ci fece stare con i ceci sotto i ginocchi per una settimana, ci fece.

Da allora sono stato schedato dall’FBI, ma la scheda non l’hanno mai resa nota, quei cornuti. Mica sono Steve Jobs.

 

PS. Lo so, si dice le ginocchia, ma noi dicevamo i ginocchi. Anche “a me mi” non si dice….



[1] Antica trottola di legno che si lanciava dopo averla arrotolata con lo spago, così chiamata dagli indigeni baresi.

[2] In gergo giovanile-studentesco, scoprire, beccare qualcuno che sta facendo qualcosa di proibito o di losco. Ieri la prof mi ha sgamato mentre fumavo (http://it.wiktionary.org/wiki/sgamare).

[3] Petardi rudimentali.

[4] caos, confusione, bailamme (http://it.wiktionary.org/wiki/ambaradan)


Twitter: @pinobruno

  • Piero Pisarra

    Grande Pino!

    • scrivere divertendosi è una medicina, caro Piero….

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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