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A mezzogiorno nasce Volunia anti Google italiano

A mezzogiorno in punto, in diretta streaming, lo scienziato Massimo Marchiori svelerà al mondo il motore di ricerca made in Italy. Volunia non sarà subito accessibile a tutti gli utenti. Ci sarà una fase di rodaggio, alla quale parteciperanno centomila volontari. Subito dopo l’”anti Google” sarà di dominio pubblico e non parlerà soltanto italiano, bensì in altre undici lingue. Volunia è frutto di tre anni di ricerca e lavoro. E’ italiano anche nel midollo e nell’infrastruttura hardware, grazie alle macchine realizzate realizzate da E4 Computer Engineering. Italiano anche l’imprenditore Mariano Pireddu, che in Volunia ha investito finora due milioni di euro.

 

 

“Non è un semplice motore di ricerca, un semplice miglioramento di Google, ma qualcosa di nuovo, di diverso che con Google finora non si riesce a fare. […] Il segreto sta nello slogan che ho scelto per lanciarlo, cerca e incontra (seek & meet); le due parole racchiudono e spiegano tutti i significati dellenuove capacità che entro cinque anni saranno normali funzioni di tutti i motori di ricerca, da Google a Yahoo”, ha detto Marchiori a Giovanni Caprara su Corriere.it.

“Lanciando una ricerca con Volunia non si accede solo alle informazioni contenute in una pagina internet: si possono anche vedere e raggiungere le persone che in quel momento stanno guardando la pagina o che sono già passate in quell’angolo di web”, scrive Il Sole 24 Ore.

 

 

Volunia elabora una mappa per ogni sito web in modo da “guidare l’utente come farebbe un TomTom del web”, spiega Marchiori, e offre funzioni sociali tramite il tasto “Persone”, che consente di accedere “a un forum alimentato dai messaggi e dalle discussioni degli utenti che hanno visitato quel luogo”.

 

 

L’ostacolo più grande? La burocrazia italiana, ça va sans dire. “Ho sprecato un incalcolabile numero di mesi per le pratiche burocratiche”, ha spiegato Marchiori a Corriere.it. “Quando dovevo collegare i computer, Telecom m’informava che non poteva perché nel condotto non c’era spazio per un altro cavo. Sono stato costretto a installare una parabola e attivare una connessione radio con un fornitore remoto che supplisce ai disservizi delle reti normali. L’Enel ha impiegato due mesi per allacciare la corrente elettrica senza la quale nulla poteva funzionare. Ora, nonostante tutto, siamo pronti, determinati e convinti che il nuovo motore avrà successo; altrimenti cercheremo altre idee: il web è un mondo bellissimo e stimolante”.

Appuntamento a mezzogiorno con la nuova avventura scientifica italiana, all’Università di Padova.

Il link per la diretta video è questo:

http://www.unipd-cmela.it/volunia/

 

(grazie a Tom’s Hardware per la collaborazione)


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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