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Paolo Coelho sbeffeggia l’emendamento Fava sul copyright

Chi glielo dice a Confindustria Cultura che Paolo Coelho ha invitato tutti a scaricare gratis i suoi libri su Internet? E poi, addirittura su The Pirate Bay, vessillifero del libero download? Marco Polillo, che di Confindustria Cultura è presidente, ha tuonato solitario contro la bocciatura, in Parlamento, dell’emendamento Fava: “Un’occasione persa per contrastare la pirateria”, ha detto. E poi ha aggiunto: “Il mondo dei contenuti non può essere lasciato solo in questo modo, così muore”.  E invece Paolo Coelho, che di diritti d’autore vive, con i suoi 130 milioni di libri venduti, pensa l’esatto contrario. ”Piratate i miei libri!”, ha gridato dal Brasile, e per dirlo più forte ha comprato uno spazio pubblicitario su The Pirate Bay, per sostenere le iniziative di promozione degli artisti indipendenti.

 

L'annuncio di Paolo Coelho su The Pirate Bay

 

Nell’esortare i lettori a scaricare gratis tutti suoi libri, Coelho e si è detto sicuro di trarre vantaggio da quest’azione di pirataggio , grazie alla maggiore diffusione delle sue opere a stampa.

“Le vendite dei miei libri di carta sono in crescita da quando sono pubblicate su siti Peer2Peer. Benvenuti al download gratuito dei miei libri, ha scritto sul suo blog in un post che s’intitola Promo Bay e si conclude così: ”Love, The Pirate Coelho”.

”Se i miei libri vi piacciono – dice lo scrittore – acquistatene una copia in libreria. Sarà anche questo un modo per dimostrare all’industria che l’avidità non porta da nessuna parte”.

Paolo Coelho sostiene la sua tesi e il suo invito con le cifre. Nel 1999, durante un viaggio a Mosca, lo scrittore scoprì di aver venduto ufficialmente circa tremila copie del suo libro ”L’Alchimista”, ma le edizioni pirata che circolavano in terra russa erano molte di più erano.

Un anno dopo, grazie ai libri scaricati illegalmente, la vendita in libreria delle sue opera era salita a 10.000 copie per arrivare a un milione nel 2002, fino a toccare la cifra record di 12 milioni nel 2011.

Qualche giorno fa Coelho, sempre sul suo blog, aveva scritto un articolo di fuoco contro il SOPA, la discutibile proposta di legge statunitense (Stop Online Piracy Act) che, con il pretesto di bloccare la pirateria digitale, avrebbe messo in serio pericolo le libertà in rete. Tesi non peregrina, sostenuta – tra gli altri – dalla vicepresidente della Commissione Europea, Viviane Reding.

Chi glielo dice, a Marco Polillo, e poi all’onorevole Fava?

 

PS. Confindustria Digitale Versus Confindustria Cultura?  Leggete qui: ”Il voto contrario all’emendamento Fava rappresenta una decisione giusta presa dal Parlamento in quanto quella norma era inadeguata a contrastare i fenomeni di contraffazione in rete. Ciò non toglie che il contrasto alla pirateria on line costituisca uno dei pilastri su cui far crescere l’economia digitale in Italia e che il legislatore dovrà’ approfondire il tema per giungere a una norma innovativa, capace di colpire i fenomeni contraffattivi e proteggere in modo efficace il diritto alla proprieta’ intellettuale in rete, ma tenendo conto delle peculiarità’ del web e senza svilire le sue grandi potenzialita”’. E’ quanto afferma Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, in merito alla decisione presa ieri dall’aula di Montecitorio di eliminare, dalla legge comunitaria, la norma sul commercio elettronico“.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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