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La Pronuncia dell’inglese di Zanichelli diventa un’app

Come si legge la parola castle? La t e la e finale non si pronunciano e la a deve essere lunga. Non è farina del mio sacco, come avrebbe detto la mia prof. La pronuncia è l’aspetto più tormentoso dell’inglese.  L’uso costante dell’applicazione “Pronuncia dell’inglese” di John Johnson e Maria Chiara Piccolo, edita da Zanichelli per i dispositivi mobili Apple, aiuta a risolvere molti problemi del nostro (mio di certo)  english zoppicante. App utilissima che, a differenza di altre, non richiede il collegamento a internet per la consultazione delle voci e l’ascolto dell’audio. L’unico limite sta nel prezzo poco abbordabile: 14,99 euro.

 

Con “Pronuncia dell’inglese” ci si porta in tasca un’opera didattica corposa, i cui obiettivi sono

  • insegnare al lettore italiano come pronunciare in modo chiaro e comprensibile l’inglese, stando alle regole dell’inglese britannico standard;
  • dare un aiuto per pronunciare con sicurezza le parole, grazie alla descrizione sistematica delle regole che governano il rapporto tra ortografia e pronuncia;
  • dare indicazioni non solo per migliorare la propria pronuncia, ma anche per capire quali siano gli elementi davvero importanti – e quali i meno importanti – per padroneggiare la pronuncia in generale.

Non si tratta dunque di un manuale di fonetica o di fonologia per specialisti. Anzi, contiene alcune semplificazioni che forse non piaceranno agli esperti. Lo scopo di ogni semplificazione è facilitare l’apprendimento della pronuncia: si punta alla pronuncia corretta, quindi, senza perdere di vista anche la funzionalità.

 

 

D’altronde – scrivono gli autori –parlano inglese centinaia di milioni di persone, dagli abitanti delle Isole Shetland fino agli indiani di Mumbai. Di solito questi madrelingua comunicano tra loro senza problemi, nonostante differenze enormi di pronuncia dei singoli vocaboli. L’inglese viene inoltre usato come lingua franca da un numero enorme di persone non madrelingua.

L’inglese di oggi non solo dimostra la supremazia della lingua parlata su quella scritta, ma è anche la lingua madre di milioni di persone culturalmente portate a resistere a qualsiasi tipo di controllo sistematico sul modo di scrivere e di parlare la propria lingua.Di fronte a tale mancanza di uniformità, questa opera quindi si dedica a una delle poche forme di cui esiste una certa sistematicità documentata: la received pronunciation, erede del BBC English che oggigiorno è la variante dell’inglese insegnata alla maggior parte degli innumerevoli studenti in giro per il mondo.

Un manuale in versione digitale tascabile, con più di 700 voci e 3500 trascrizioni fonetiche. La app permette di ascoltare offline oltre 4000 pronunce e più di 350 frasi.

Il link all’Apple Store è questo. 

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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