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Nemici di Internet vecchi e nuovi

Nella lista dei Paesi “nemici di Internet” entrano l’India, il Kazakistan, Bahrein e Belarus, escono il Venezuela e la Libia. Oggi è la Giornata mondiale contro la censura alla Rete e, come ogni anno, Reporters sans frontières coglie l’occasione per presentare il suo rapporto su “cattivi” e “sorvegliati speciali”. Tra i primi ci sono Arabia Saudita, Bahrein, Belarus, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Iran, Uzbekistan, Siria, Turkmenistan, Vietnam. Tra i sorvegliati speciali ci sono Australia, Corea del Sud, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Francia, India, Kazakistan, Malesia, Russia, Sri Lanka, Tailandia, Tunisia, Turchia.  

L’unico paese europeo della lista è la Francia, e il motivo è presto detto: Parigi mantiene in vigore leggi ritenute liberticide. Come la Hadopi che, con il pretesto della difesa del copyright, introduce il controllo poliziesco delle abitudini di navigazione dei cittadini. Altro paese democratico “sotto sorveglianza” è l’Australia, per gli stessi motivi.

 

 

“Nel 2011 – dice Reporters sans frontières – i cyber cittadini sono stati i protagonisti dei mutamenti politici che hanno riguardato il mondo arabo. Insieme ai giornalisti hanno tentato di limitare la censura, pagandone in alcuni casi il costo.

Il 2011 resterà un anno di violenza senza precedenti nei confronti dei cyber cittadini. Ne sono stati uccisi cinque e duecento sono finiti in carcere, compressi molti blogger, con un aumento del 30 per cento rispetto all’anno precedente. Un bilancio record che rischia di diventare ancor più pesante a causa della cieca violenza adoperata dalle autorità siriane. I cyber dissidenti ancora in prigione sono 120.

 

 

In occasione della Giornata mondiale contro la cybercensura, Reporters sans frontières vuole rendere omaggio a questi semplici cittadini che in alcuni casi rischiano la propria vita o la propria libertà per diffondere informazioni e far sì che gli atti di repressione non avvengano ‘a porte chiuse’ bensì vengano denunciati “.

 

Fonte: Reporters sans frontières


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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