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ACTA no grazie chiama il deputato con PiPhone

Domani sarà il grande giorno. Il Parlamento europeo dovrà dire si o no all’ACTA, l’accordo globale che dovrebbe proteggere la libertà intellettuale e contrastare contraffazione e pirateria. Almeno così lo spacciano le lobbies multinazionali del cinema e della musica, disposte a tutto pur di mettere il bavaglio al web. Di diverso avviso le associazioni internazionali che si battono per la libertà in rete, che in questi anni hanno raccontato cosa si nasconde davvero dietro ACTA. L’orientamento generale è verso la bocciatura, ci sono stati già pronunciamenti di organismi importanti del Parlamento e dell’Unione, ma i lobbisti non demordono. Stanno facendo una pressione straordinaria sui deputati, per convincerli a votare si. Una delle contromosse suggerite dagli attivisti del no è il PiPhone.

 

PiPhone è uno strumento web per chiamare gratuitamente, tramite VoIP, i parlamentari europei. E’ stato creato dall’associazione francese La Quadrature du Net, che da molti anni è in prima linea nelle battaglie di libertà digitale. PiPhone si usa come Skype, se il computer è munito di altoparlante e microfono. In fondo alla pagina si indica il paese e l’applicazione propone nome e foto di un deputato. La scelta è casuale. Per chiamare si clicca su Call Now, altrimenti si sceglie un altro parlamentare spingendo il tasto Choose anther random MEP.

Cosa dire al deputato?

Che – come sostiene il giurista Fulvio Sarzana –

ACTA modifica profondamente i rapporti tra i titolari del diritto d’autore o di privativa industriale ( brevetti prima di tutto) e i soggetti che si ritiene stiano violando questi diritti…L’accordo prevede infatti che, in barba alla disciplina in tema di privacy… i titolari dei diritti possano ottenere dai provider i nominativi di chi sta violando i loro diritti, senza passare per l’Autorità giudiziaria…

…ACTA consentirà cosi di ottenere da un Università Africana che sta studiando un vaccino contro l’AIDS il nominativo dei ricercatori che stanno lavorando alla creazione di un farmaco generico e di poterli quindi sottoporre a procedimento per violazione di brevetto.

In sostanza principio base di ACTA è che gli intermediari non possano proteggere i nominativi di chi compie, a loro dire un’attività illecita, trasformando gli stessi intermediari in fonti di informazione privilegiata per perseguire eventuali violazioni.

Altro principio generalizzato di ACTA è la possibilità che i titolari dei diritti possano imporre agli intermediari di non utilizzare strumenti, di per sé assolutamente leciti, ma che siano in grado di eludere i sistemi di protezione dei diritti di proprietà intellettuale (come ad esempio i DRM).

Portando alle estreme conseguenze tutto ciò dovremmo immaginare che sistemi del tutto leciti quali i programmi di compressione MP3 possano essere strumenti atti a eludere la protezione dei titolari dei diritti perché consentono la riproduzione audio-video di files non originali…”.

ACTA? No grazie.

 

PS del 4 luglio 2012. Il Parlamento Europeo poche ore fa ha respinto il Trattato anti-contraffazione e anti-pirateria ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), quindi almeno in Europa non sarà trasformato in legge. Si tratta in assoluto della prima votazione comunitaria inerente i trattati commerciali internazionali. Da rilevare poi che ben 478 deputati hanno votato contro ACTA, mentre 39 si sono espressi a favore e 165 si sono astenuti.

 

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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