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DNSChanger fai un clic per vedere se sei infetto

Ecco un compitino per il week end. La prudenza non è mai troppa, per cui ti consiglio di fare un clic qui http://www.dns-ok.it/ e verificare sei il tuo computer ha preso l’infezione. Già, perché la tua macchina potrebbe essere una delle trecentomila contagiate da DNSChanger, il malware che dirotta le tue scelte di navigazione verso siti che provocano guai ancora più grossi. Ti conviene fare clic prima di lunedì prossimo, perché quel giorno cesserà la rete di protezione attivata l’anno scorso dall’FBI.

 

DNSChanger è in circolazione dal 2007 e agisce modificando il Domain Name System[1]. Un inganno raffinato e molto redditizio per il gruppo criminale di russi ed estoni che aveva allestito siti trappola per rubare dati personali, numeri e password di conti bancari e carte di credito di quattro milioni di utenti del web. Poi un anno fa gli agenti speciali dell’Fbi hanno messo fine alla pacchia. Per limitare i danni, l’Agenzia ha messo a disposizione degli utenti colpiti dal malware un by-pass telematico, un server per continuare a navigare in sicurezza. Ebbene, lunedì quel server sarà spento.

In Italia – dicono alcune stime – ci sarebbero ancora 26.500 computer con la febbre da DNSChanger.

Ecco perché è il caso di fare clic qui e partire tranquilli:

http://www.dns-ok.it    per l’Italia.

Per il resto del mondo cliccare qui:

www.dcwg.org

 


[1] Così ho raccontato il DNS nel mio libro “Dolce Stil Web”, edito nel 2009 da Sperling&Kupfer: “il Web è una grande ragnatela composta di nodi. Per consentire alle informazioni di viaggiare lungo i fili della ragnatela, ogni nodo deve essere identificato con un numero. A questo numero si fa corrispondere un nome, più facile da ricordare (ad esempio www.governo.it). Ebbene, il Domain Name Service (o, più correttamente, Domain Name System) converte i numeri in nomi e fa sì che ogni messaggio raggiunga con esattezza il destinatario. Ecco come funziona: digito l’indirizzo www.pippo.com. Il software del mio PC che supporta la connessione alla rete interroga il server DNS del mio provider che a sua volta decodifica tale indirizzo e gli attribuisce la stringa numerica corrispondente. La ricerca prosegue di server in server, in tutto il mondo, fino a quando non si ottiene la risposta. Tutto accade in pochi istanti!”. 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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