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Due o tre cose che so di Siri

Ieri ho mandato Siri a quel paese. Sì, mi è scappata anche una parolaccia, e non me lo perdono. L’assistente vocale dei dispositivi mobili Apple mi ha risposto: “un semplice arrivederci sarebbe più cortese”. Touché. Le avevo chiesto di portarmi in un posto e lei (la voce è di femmina e dunque…) aveva capito fischi per fiaschi. Poi mi sono accorto che dov’ero in quel momento la banda latitava, e Siri non funziona se non c’è una connessione gagliarda alla rete. Eppure mi sento di spezzare una lancia in favore di Siri. E’ la cosa migliore di tutto questo ambaradan provocato dall’avvento di iOS 6 e dall’imminente arrivo (in Italia) di iPhone 5.

Così Siri ha risposto a una parolaccia

Siri è ancora bambina, balbetta intelligenza artificiale (pillole infinitesimali). Vorrebbe fare di più ma non può (ancora). Deve apprendere, come tutti gli scolari. E’ avida di potenza – da microprocessore – di accesso a internet e batteria. Non può stare dentro al dispositivo, non ci sarebbe abbastanza spazio. A ogni domanda deve interpretare e consultare la “biblioteca di Alessandria”. Deve fare la spola con i potenti server in cui risiede, e per raggiungerli ha bisogno di banda larga. Spesso i server si sovraccaricano di richieste e Siri ci chiede di provare più tardi. Già così com’è, comunque, non finisce di sorprendere, e non venitemi a dire che in giro ci sono aggeggi che vagamente le assomiglino.

Le chiedo di scrivere un messaggio o una mail e va bene Lo fanno anche altri. Se però provo a domandare cose più complesse, c’è ben altro risultato. Ad esempio, “avverti mia moglie che sono in ritardo”, e parte l’sms. Già, perché in precedenza avevo spiegato a Siri come si chiama mia moglie (mia figlia, mia zia, mio cugino, l’elettricista, eccetera). Lei ha cercato tra i contatti e memorizzato la relazione.

Il bello di Siri è che le si può parlare come ci ha fatto mamma, cioè linguaggio diretto, naturale, senza essere costretti a usare comandi predefiniti che ti fanno sentire un po’ deficiente (tipo: aprire applicazione ics, dettare messaggio, chiedere a Google dov’è ubicata – si ubicata – la farmacia più vicina). Con Siri si va per le spicce: chiama il macellaio. Peccato che non si possa (ancora) chiedere: chiama il macellaio e digli di mandarmi a casa una fiorentina da trecento grammi, ma ci arriveremo, oh se ci arriveremo…

Intanto accontentiamoci di far aprire a Siri le applicazioni, domandargli la strada giusta per andare al numero civico 13 di piazza Dante, mettere la sveglia domani alle 6.30, impostare il timer a due minuti, sapere che tempo farà lì (o qui) domani, o sabato prossimo, inserire un appuntamento in calendario, accendere la torcia elettrica (se hai l’app iTorcia).

Non è HAL 9000 di 2001 Odissea nello spazio, ci mancherebbe, ma non è una fortuna? Almeno non ci si rivolta contro.

PS. Qui Siri come Apple se la vende (Ogni tuo desiderio è un ordine mi pare esagerato):

http://www.apple.com/it/ios/siri/

e qui come si usa:

http://www.apple.com/it/ios/siri/siri-faq/

Siri funziona su iPhone 4S, iPhone 5, iPad (3a generazione) e iPod touch (5a generazione).

 

 

 


Twitter: @pinobruno

  • raoninja

    mi dispiace contraddirti ma siri è veramente una bufala andata a male. E’ la cosa più brutta che apple poteva darci.

    • Pas d’accord, ma il mondo è bello perché vario e tutte le opinioni sono legittime.

  • Pingback: Due o tre cose che so di Siri()

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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