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Nella Rete ci sono gli orchi ma ci si può difendere

Leggevo ieri su Repubblica la solita menata sul lato oscuro della Rete. Che ci siano orchi sul web lo sappiamo da sempre. D’altronde gli orchi stanno pure in televisione – la De Filippi docet – e nel condominio, per strada, a scuola, eccetera. Che facciamo, ci chiudiamo in casa, spegniamo la tivù, non mandiamo i nostri figli tra i banchi? Ovviamente no, a bambini e ragazzi dobbiamo aprire gli occhi, non parcheggiarli davanti al computer così come non dobbiamo abbandonarli davanti al televisore. Insegnar loro a non “accettare caramelle dagli sconosciuti”, anche se digitali. È vero, i minorenni sono smanettoni, usano i dispositivi digitali meglio di noi, ma le capacità tecniche non bastano. Ben venga dunque, per ripassare la lezione, il decalogo di McAfee su “Come proteggere i minori online”. Eccolo qui:

I 10 modi più utili per proteggere i propri figli online

  1. Controllare l’utilizzo di Internet da parte dei minori. Installare il computer in una zona molto frequentata della casa e limitarne l’uso notturno. È consigliabile prendere anche in considerazione un software di monitoraggio della sicurezza dei minori come IMSafer.
  2. Proteggere il computer con un software di protezione efficace e mantenerlo aggiornato. McAfee® Internet Security Suite assicura la protezione da virus, hacker e spyware. Filtra contenuti, immagini e siti web offensivi. Il software antivirus proteggerà inoltre il computer da virus e spyware tramite la scansione automatica di allegati di e-mail e file scaricati dai siti di condivisione P2P.
  3. Assicurarsi che i propri figli capiscano le regole di base per l’utilizzo dei siti di socializzazione come Facebook e i blog. I ragazzi devono custodire le proprie password e non pubblicare mai dati personali o foto inappropriate. I blog e i siti di socializzazione offrono strumenti per la tutela della privacy che possono essere attivati per bloccare l’ingresso a utenti potenzialmente pericolosi (forniti automaticamente ai ragazzi di età inferiore ai 15 anni).
  4. È indispensabile che i ragazzi informino i genitori se organizzano appuntamenti di persona con gli utenti conosciuti online. Prima di eventuali incontri di questo genere, accertarsi dell’identità di queste persone e accompagnare i ragazzi all’appuntamento in un luogo pubblico.
  5. Quando utilizzano i programmi P2P di condivisione dei file, i ragazzi non devono mai scaricare file provenienti da sconosciuti. È possibile che scarichino file infetti, immagini, giochi e musica inadatti o file multimediali protetti da leggi sul copyright. I ragazzi non devono consentire agli utenti di caricare i loro file musicali a meno che non siano certi di disporre dell’autorizzazione alla condivisione.
  6. Non consentire ai propri figli di compilare moduli né sondaggi online. Se desiderano iscriversi a siti legittimi come Disney o simili, dovranno prima rivolgersi a uno dei genitori che potrà leggere l’informativa sulla privacy del sito e le relative norme di condotta.
  7. Consentire ai propri figli di utilizzare solo chat room monitorate e fare in modo che utilizzino uno screen name che non consenta di risalire alla loro vera identità. Come nel caso dei blog e di Facebook, i ragazzi non devono mai rivelare informazioni personali o condividere foto. I ragazzi devono sapere che le persone possono mentire riguardo alla propria identità e che gli amici conosciuti online sono pur sempre degli estranei.
  8. Spiegare ai ragazzi che devono ignorare messaggi di e-mail e instant messaging provenienti da sconosciuti. Non devono mai aprire allegati che non si aspettavano di ricevere né fare clic sui collegamenti inclusi nei messaggi. Come nel caso dei blog e di Facebook, non devono mai inviare informazioni personali. Configurare correttamente l’applicazione di messaggistica immediata utilizzata dai ragazzi e accertarsi che non si avvii automaticamente all’accensione del computer. Fare in modo che spengano il computer e chiudano la connessione quando il PC non viene utilizzato
  9. Utilizzare browser per ragazzi e motori di ricerca creati appositamente per i minori. I browser per i ragazzi come IlVeliero non visualizzano parole o immagini inappropriate. Questo tipo di browser offre siti web precaricati adatti ai minori e filtri terminologici preimpostati. È necessario solo accertarsi di esaminare e approvare i siti web e le parole predefiniti. I motori di ricerca per i bambini come ilnocchiero effettuano ricerche e mostrano risultati limitati.
  10. Consentire ai propri figli di trovare siti web idonei e utili utilizzando gli elenchi creati da esperti del settore. L’American Library Association mette a disposizione un ottimo elenco: The ALA Great Web Sites for Kids. First Gov for Kids pubblica siti per bambini con contenuti di educazione civica ed elenca gruppi di siti adatti ai minori. Fact Monster è un eccellente sito di riferimento, su cui è possibile trovare informazioni e aiuto per i compiti a casa.


Da cosa dobbiamo difendere bambini e ragazzi? McAfee descrive alcuni scenari:

“L’incontro con un molestatore online è ritenuto uno dei maggiori pericoli per i ragazzi di oggi, ma sono molte le situazioni che si presentano sul Web e che comportano il rischio di attività inappropriate o illegali. Bisogna spiegare ai ragazzi che non tutto quello che si legge in Internet è vero e che sul Web è presente una grande quantità di materiale non destinato a loro. Esistono siti pornografici, che parlano di medicinali e stupefacenti e con altri contenuti espliciti che un bambino o un ragazzo non adeguatamente protetto potrebbe facilmente consultare.

Siti web e chat room

Violazioni della privacy sono un altro pericolo in agguato. È necessario dimostrare ai ragazzi quanto sia importante proteggere i propri dati personali e quelli di familiari e amici. Molti siti web dedicati ai minori sollecitano l’inserimento di informazioni personali in sondaggi e moduli in cambio di premi e invitano a registrarsi online per aderire ai fan club. Nelle chat room, la condivisione di informazioni quali il proprio sesso, l’età e il luogo di ritrovo preferito potrebbe sembrare un’azione innocua, ma i molestatori possono facilmente utilizzare tali informazioni per rintracciare il minore.

Blog e siti di socializzazione

I blog e i siti di socializzazione come Facebook sono luoghi in cui i ragazzi a volte condividono troppe informazioni, non solo nomi e indirizzi, ma anche foto personali che in alcuni casi mostrano comportamenti illeciti, come l’uso di alcolici che in determinati Paesi è vietato ai minorenni. I ragazzi dovrebbero condividere i propri blog o profili online con i genitori, affinché questi ne possano verificare i contenuti.

Condivisione P2P dei file

La condivisione P2P (peer-to-peer) dei file comporta altri problemi per la privacy. Questi programmi consentono agli utenti di consultare e scaricare file dai computer connessi a Internet di qualunque altro utente che disponga dello stesso programma. Questo facilita la diffusione di virus, trojan horse e spyware da parte dei criminali informatici. I ragazzi potrebbero inoltre scaricare involontariamente materiale pornografico denominato o etichettato in modo fuorviante”.

Poi non dite che non siete stati messi in guardia.

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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