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150mila biciclette al giorno

Oggi a Copenhagen nevica, il termometro segna meno tre, il vento soffia gelido da nord a circa trenta chilometri orari ma – nonostante tutto – 150mila abitanti hanno inforcato le loro biciclette e pedalato per andare a scuola o al lavoro. Lì è possibile farlo, perché ci sono amministratori pubblici intelligenti, piste ciclabili vere (non si perdono nel nulla, come da noi), anche a tre e quattro corsie, parcheggi, segnaletica, sensori, servizi, integrazione con bus, treni e metropolitana. Insomma, meno demagogia e meno proclami, cari sindaci e assessori, che ci propinate piste ciclabili al metro e scollegate tra loro. Piuttosto studiate e copiate da chi ha già fatto e bene. Tutte le biciclette di Copenhagen, minuto per minuto, nel racconto di Salvatore Caschetto per SmartInnovation di Forum PA.

A Copenhagen le biciclette sono proprio dappertutto (Photo Pino Bruno). Cliccare per ingrandire l’immagine

“Copenhagen, già dal 1995, ha attuato politiche lungimiranti che prevedono la chiusura del centro storico alle automobili in favore di un piano di mobilità “slow”. La bicicletta diventa così il mezzo di trasporto principe per tutti i cittadini e, nello stesso tempo, un nuovo “strumento” per la riduzione delle emissioni di CO2. Il cambio di mentalità proposto dall’amministrazione pubblica è stato accettato da tutti gli abitanti della città che hanno contribuito, con la loro conversione ad abitudini “sostenibili”, a rendere la capitale danese la città più “green” d’Europa. Ogni giorno, circa 150mila persone si recano a scuola o al lavoro con il “mezzo di trasporto ecologico”.

Secondo uno studio statistico del 2010, il 36% della popolazione di Copenhagen si sposta giornalmente sulle due ruote ed è previsto un incremento dell’utilizzo del mezzo pari al 50% entro la fine del 2015. A supporto di questa significativa previsione di crescita, la città ha studiato e proposto il Nuovo Piano Strategico PLUSnet.

 

 

Che cos’è PLUSnet

PLUSnet è una strategia di pianificazione stradale per lo sviluppo della “slow mobility” da qui al 2025. Entro quell’anno altri cinquantamila cittadini dovrebbero utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città, un risultato che farà di Copenhagen la prima città al mondo per la “slow mobility”.

L’obiettivo del piano strategico è l’integrazione tra il “nuovo” e il “vecchio”: mantenimento e manutenzione delle vecchie ciclabili come base per la costruzione di nuove piste ed incroci ciclabili al fine di una mobilità sicura e confortevole per tutti i ciclisti.

Le tipologie di piste da realizzare sono, sostanzialmente, due: a tre corsie, quando la strada è a senso unico, e a quattro corsie, quando si è in presenza del doppio senso di marcia.

La strategia PLUSnet per la realizzazione delle infrastrutture cittadine ha individuato quattro punti chiave su cui sviluppare il progetto.

Il primo è City life: ri-progettazione, entro il 2025, di tutte le arterie cittadine esistenti al fine di cambiare il punto di vista della mobilità. Le esigenze dei pedoni e dei ciclisti diventano centrali e quelle degli automobilisti, secondarie. Per questo motivo sono previsti nuovi parcheggi e servizi per le due ruote oltre alla realizzazione dell’illuminazione a led, punti luce ubicati direttamente nel manto stradale, per facilitare la mobilità delle biciclette.

Il secondo è Confort: integrazione, entro il 2025, tra le nuove ciclabili, gli esercizi commerciali cittadini e le aziende private e non che aderisco al progetto. Sono previsti nuovi parcheggi in concomitanza delle zone ad alta densità commerciale e nelle vicinanze delle aree “aziendali”; nuovi sistemi di Bike Sharing integrati con la rete di trasporto cittadina per uno spostamento veloce e senza problema di “parcheggio” delle bici stesse, in tutta l’area metropolitana. 

In bici nella metropolitana di Copenhagen (Photo Pino Bruno). Cliccare per ingrandire l’immagine

Il terzo è Travel Time: razionalizzazione del tempo di percorrenza della slow mobility. Grazie alla costruzione di nuove infrastrutture, come ponti e ciclabili nelle aree verdi della città, e all’ampliamento delle piste già costruite, è previsto un abbassamento del 15% del tempo di percorrenza degli itinerari metropolitani rispetto a quello attuale. A supporto delle infrastrutture, il progetto prevede un incremento dell’informazione sul traffico grazie alle  notizie in real time del servizio e-bike. I dati sono ottenuti grazie ad una piattaforma digitale che invia informazioni alle applicazioni per Smartphone e ai cartelloni digitali lungo i percorsi ciclabili.

Quarto ed ultimo punto: Sense of Security. PLUSnet vuole aumentare il senso di sicurezza dei ciclisti e per questo prevede l’ampliamento delle carreggiate e il miglioramento della segnaletica stradale orizzontale. Le statistiche denotano già un significativo cambiamento dal 1996 ad oggi, con una decrescita del 72% degli incidenti stradali che coinvolgono i ciclisti .

Una prima stima delle politiche per la “slow mobility”

La città di Copenhagen, già oggi, può fare una prima stima delle azioni portate avanti negli ultimi 16 anni. Una stima decisamente positiva, sulla base della quale è stata costruita la strategia fino al 2025. Obiettivo: creare una rete di piste ciclabili capillare e continua su tutto il territorio urbano fino ad arrivare alla zona extraurbana limitrofa alla città.

Attualmente Copenhagen offre: 369 km di piste ciclabili; due ponti dedicati alle sole bici; la sicurezza di tutta la rete ciclabile. La velocità delle biciclette sul manto stradale a loro dedicato è di circa 20km/h grazie alla priorità che l’amministrazione pubblica ha dato alle “greenwaves” nel centro e che continua a potenziare nelle periferie, con i nuovi 42 km dell’area suburbana.

Lo sviluppo della “slow mobility” ha permesso una riduzione significativa delle emissioni di CO2 che si aggira intorno alle 110,000 tonnellate nel periodo che va dal 1995 al 2010.

Grazie a sensori applicati nelle vie della città, gli automobilisti ricevono via radio aggiornamenti in tempo reale al fine di evitare incidenti con i ciclisti.

Tra i servizi pensati per i ciclisti, c’è anche una nuova tipologia di bicicletta, disponibile gratuitamente per residenti e turisti, che grazie a un carrello collegato nella parte anteriore consente di spostare i bambini in maniera sicura nelle arterie cittadine.

Questo tipo di strategia porta alla città benefici di diversa natura: ambientale, con la riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico (emissioni di CO2 pari a 90,000 tons/anno); sociale, con la diminuzione dei costi sanitari/ciclista pari a 1$/km percorso; economica, perché riducendo i tempi di percorrenza dei lavoratori, aumenta la produttività economica nelle aziende.

Il futuro di Copenhagen

Copenhagen sta investendo molto sulla strategia di sviluppo per diventare una città a emissioni zero grazie alla mobilità sostenibile. Il metodo per ottenere il risultato prefissato è unico: riuscire ad avviare politiche lungimiranti e lavorare per modificare i comportamenti e la forma mentis di chi vive la città. La tabella che segue indica gli obiettivi del piano strategico PLUSnet in correlazione con la tempistica stessa.

 

USO DELLA BICICLETTA PER GLI SPOSTAMENTI 2015 2020 2025
Tutti gli spostamenti per andare al lavoro e a scuola devono essere fatti in bicicletta
(2010: 35%)
50% 50% 50%
QUALITA’
Condivisione dei sistemi di mobilità che hanno 3 corsie (2010: 25%) 40% 60% 80%
Rispetto al 2010, riduzione del tempo di percorrenza dei ciclisti 5% 10% 15%
Percentuale di cittadini che si sentono sicuri nel viaggiare in bicicletta nel traffico (2010: 67%) 80% 85% 90%
Rispetto ai valori del 2005, il numero di ciclisti coinvolti in incidenti dovrà diminuire del 50% 60% 70%
Percentuale di ciclisti che trovano le cycle tracks in ottimo stato (2010: 50%) 70%  75% 80%
Percentuale dei cittadini di Copenhagen che condividono l’idea secondo cui spostarsi in bicicletta possa avere un effetto positivo per l’atmosfera della città (2010: 67%)

 

Copenhagen è un modello di città sostenibile basata su una forte politica ambientale e sullo sviluppo “intelligente” di una mobilità attenta ai bisogni della cittadinanza. A latere di questo nuovo modo di pensare la città, vi sono progetti di eco-innovazione e un piano di comunicazione e sensibilizzazione al tema “green” che hanno permesso alla città di ottenere la nomina di European Green Capital 2014.

Qual è la differenza tra la cycle track e la cycle lane? Le Cycle tracks sono le piste/autostrade, rivestite da un tipo di materiale, solitamente il tarmac, e separate attraverso marciapiedi dalle macchine della strada e dal pavimento dei pedoni. Le Cycle lanes invece si trovano nello stesso livello della strada e sono disegnate da ampie linee bianche.

L’esempio di Copenhagen

E’ stato chiesto all’amministrazione pubblica della capitale danese di redigere un piccolo “vademecum” per tutte le capitali o città europee che vogliano seguire il suo esempio.

Ecco tre regole semplici e chiare per iniziare.

  • Pianificare con cura la strategia per la viabilità, scegliendo quali modalità – tra biciclette, trasporto pubblico e vetture – debbano avere la priorità lungo le vie chiave della città.
  • Puntare alla progettazione di tutti gli spazi interni e abbandonati della città per conservare la natura compatta e densa del sistema urbano, cosicché gli spostamenti in bicicletta possano avvenire in un raggio d’azione ragionevole per tutta la cittadinanza.
  • Non è necessario che ci sia bel tempo per utilizzare la bicicletta: “L’inverno di Copenaghen è veramente freddo!”, scherzano i danesi.

Guarda i video su LA CITTA’ DEI CICLISTI

Per maggiori info visita il sito City of Copenhagen e Link per i ciclisti

 

Fonte: SmartInnovation di Forum PA.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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