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Clic anticrimine con iWatch

La strage di innocenti nella Sand Hook Elementary School di Newtown, nel Connecticut , ha riacceso il dibattito sulle “armi facili” e sulla prevenzione del crimine. In molti Stati americani le forze dell’ordine hanno avviato campagne di comunicazione per chiedere maggiore collaborazione da parte dei cittadini. Numerosi dipartimenti di polizia stanno promuovendo applicazioni per smartphone, che permettano di inviare rapidamente e discretamente segnalazioni geolocalizzate, corredate da messaggi di testo, foto e video. L’app iWatch è la più diffusa. E’ stata già adottata a Dallas e Philadelphia e in una settantina di altre città.

iWatch-Dallas

L’uso di iWatch non è alternativo alla classica telefonata al numero di emergenza 911. Serve, ad esempio, quando si assiste a un reato e non si può contattare immediatamente la polizia senza mettere a rischio la propria incolumità. Basta un clic sull’applicazione per inviare la segnalazione, scattare foto o avviare la videocamera senza dare nell’occhio  L’allarme arriva immediatamente nella centrale operativa, insieme con le coordinate GPS del luogo dal quale si trasmette. E’ possibile scrivere in trentadue lingue e decidere di dare il proprio nome o rimanere anonimi.

A Dallas – dove grazie a iWatch sono stati già arrestati un’ottantina di criminali – la polizia sta chiedendo a tutti i cittadini di scaricare l’applicazione gratuita sul proprio smartphone, per avere sempre una linea diretta con la centrale operativa.

iWatch permette anche di ricevere informazioni dal Dipartimento di polizia: allerta meteo, traffico, eventi eccezionali, eccetera.

iWatch è stata creata da Dan Elliott dopo una serie di eventi personali drammatici. Qualche anno fa lo sviluppatore subì una rapina a mano armata mentre era in un negozio a fare la spesa e, tempo dopo, la fidanzata del fratello fu assassinata da un balordo.

L’applicazione gira su dispositivi Apple, Android e BlackBerry.

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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